Campania

Saiello: “Leonardo, Governo e Regione non possono restare a guardare mentre si smantella l’industria in Campania. Depositata interrogazione”

Il consigliere regionale M5S a margine dello sciopero: “Subito un tavolo istituzionale permanente al Ministero”

“Quello che sta accadendo negli stabilimenti campani del gruppo Leonardo è allarmante. La vendita del sito di via Bleriot, la cancellazione della fonderia a Giugliano, i ritardi negli investimenti a Fusaro, le incertezze su Pomigliano e Nola sono segnali di una ritirata che sta mettendo in ginocchio il comparto, con gravi ricadute sull’indotto e sulle PMI locali. È evidente un progressivo disimpegno industriale che rischia di desertificare l’intero comparto aerospaziale del Mezzogiorno. Eppure, parliamo di un gruppo a partecipazione pubblica. Questo silenzio istituzionale è inaccettabile. Lo sciopero di oggi è il grido d’allarme dei lavoratori, ma è anche una denuncia politica: servono risposte chiare, serve un’azione concreta. La Regione Campania deve smettere di restare ai margini e attivare immediatamente un’interlocuzione forte con Leonardo e con il Governo nazionale”. Dichiara il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Campania, Gennaro Saiello, che sul tema ha presentato un’interrogazione urgente alla giunta regionale.

“Le scelte strategiche vengono comunicate a posteriori, o peggio, apprese dalla stampa. I sindacati, inascoltati, denunciano da mesi una deriva sempre più grave. Ho chiesto alla giunta di promuovere un tavolo istituzionale permanente con il Governo, le parti sociali e la direzione aziendale per monitorare l’attuazione degli impegni industriali di Leonardo e definire un piano regionale di rilancio produttivo, innovativo e sostenibile. Ho chiesto inoltre se siano stati chiesti chiarimenti ufficiali all’azienda in merito al futuro degli stabilimenti campani, alla cessione del ramo d’azienda WASS e alla presunta joint venture con il fondo saudita PIF. Non possiamo accettare che i fondi pubblici, destinati a rilanciare il Mezzogiorno, vengano utilizzati per dismettere, cedere, smontare. Il Sud non è terra di svendita. È tempo di difendere gli asset strategici e i diritti dei lavoratori”.

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