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Bike Sharing “Let’s Go”, ma non si va da nessuna parte

Il progetto è partito nel 2013 con l’efficientamento energetico delle palazzine popolari presenti nella frazione Sant’Eustachio. L’azienda CPL Concordia, una società cooperativa che si occupa di cogenerazione, energy management e servizi per l’efficientamento energetico edilizio, in accordo con il Comune di Montoro costruisce in via De Gasperi questa struttura (in foto). Dal 2021, momento in cui sarebbe dovuta avvenire l’inaugurazione di questa nuova, brillante opportunità di trasporto sostenibile, è partita la ricerca (?) del possibile gestore sul territorio.

All’interno si trovano dieci bici elettriche con altrettante stazioni di ricarica e sosta, probabilmente pronte all’uso dal momento in cui sono stati ultimati i lavori. Grande incognita ancora oggi, resta l’affidamento della gestione per il noleggio delle bici che sembra non aver trovato riscontro sul territorio, forse per la difficoltà nel creare le giuste condizioni per far sì che il servizio possa essere messo a disposizione dei cittadini.

Gli interrogativi sul tema sorgono davvero numerosi:

  • Estensione territoriale: su 40 km2 è sufficiente una sola postazione di stazionamento e ricarica? Il dedalo di strade che divide le frazioni e la distanza potrebbero scoraggiare l’eventuale utilizzo delle bici per percorrere distanze medie e/o lunghe senza la possibilità di poter fermare la bici in almeno un altro punto.
  • Viabilità: quali i percorsi sicuri e/o consigliabili? La percorribilità delle strade principali senza nessuno spazio dedicato renderebbe davvero complicato l’utilizzo del servizio in tranquillità.
  • Funzione: dato che il tempo scorre inesorabile, le condizioni delle bici e delle suddette stazioni sono sicuramente discutibili oggi, poiché l’inutilizzo, l’accumulo di sporcizia e polvere alimentano il rischio concreto di dover innanzitutto accertarsi del corretto funzionamento e della sicurezza dell’impianto generale, ancor prima della messa in funzione.

Con il giusto supporto e con un’attenta programmazione volta a sensibilizzare prima di tutto i cittadini sulla necessità e utilità di beni e servizi, forse, il cambiamento è possibile. È auspicabile che questo si verifichi prima di tutto nell’azione amministrativa attraverso un’unità d’intenti, ma a giudicare dalle attuali condizioni a pochi mesi dalla chiamata alle urne, le elezioni comunali saranno la solita guerra tra bande.

La mancata visione d’insieme la fa da padrona soprattutto nella gestione del territorio, continuando a generare gusci vuoti che necessitano di contenuti e approfondimenti, evidenza che si pone così anche per altre opere iniziate nel corso degli anni e ancora non portate a termine. La conseguenza è la presenza di tante piccole “oasi nel deserto”, che a quanto pare non hanno acqua necessaria a far sopravvivere nemmeno una piccola palma.

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