Avellino e provinciaCronaca

Morte D’Argenio, i familiari in aula: era deperita e troppo addormentata

La Corte d’assise sentirà il medico legale nella prossima udienza

Continua il processo per la tragica morte di Filomena D’Argenio. Il dibattimento che si svolge in Corte di Assise del tribunale di Avellino, ha visto sfilare in aula i familiari della vittima. Gli stessi sono infatti parte civile, rappresentati dall’avvocato Rosaria Vietri. Nella loro deposizione resa in aula hanno confermato quanto dichiarato al momento in cui presentarono querela. Non solo, hanno integrato le deposizioni con nuovi particolari. Nelle stesse è stato spiegato che la signora D’Argenio era stata collocata presso Villa Troisi perché, essendo paziente psichiatrica, arrivava da Villa dei Pini. Il personale della casa di riposo aveva dichiarato di essere in grado di gestire i problemi di natura psichiatrica della donna.  La realtà, hanno spiegato i familiari, però era apparsa molto diversa visto che dopo essere andati a trovarla avevano riscontrato, diverse volte, anomalie nella donna. La signora appariva deperita e spesso addormentata. In una delle visite effettuate presso la struttura avevano notato con un occhio nero. Alle richieste di spiegazioni dei familiari sul perché avesse quei segni – è stato detto in aula -il personale rispondeva sempre “è l’età”. L’anziana ha poi avuto la bronchite come comunicato alla nipote. Fatto che fece andare sul posto la sorella per sincerarsi delle condizioni di salute. La signora D’Argenio venne trovata in uno stato semicomatoso. Solo su insistenza dei familiari fu chiamata l’ambulanza che la trasportò in ospedale.  Qui emerse che era denutrita, disidratata, con un quadro clinico compromesso e piaghe da decubito da allettamento. Il prossimo 24 maggio sarà sentito il medico legale. Sanitario che aveva già definito, le piaghe, il frutto di una lunga degenza a letto.

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