di Carmela Cerrone
Una semplice cialda che, crea dipendenza, conosciamo le sue origini
Dobbiamo fare un viaggio nel tempo e arrivare nell’nell’Antica Roma, ed è qui che troviamo i “fritcilia” ovvero, dolci fritti nel grasso di maiale in occasione dei Saturnali (l’equivalente dell’attuale Carnevale). Ed ancora in epoca cristiana rimase la tradizione di friggere in grandi quantità queste frittelle per fare il carico di grassi prima del periodo di magro della Quaresima.
Perché le chiamiamo chiacchiere?
Beh! Ancora una volta trattasi di un dolce dedicato alla Regina Margherita di Savoia. Infatti, la storia o leggenda, narra la regina fece richiesta al suo cuoco Raffaele Esposito di preparare un dolce mentre da gustare mentre chiacchierava con i suoi ospiti. A questa richiesta il cuoco preparato delle frittelle che chiamò appunto “chiacchiere”.
Bene ma visto che oggi è Carnevale e dopo questo tuffo nella storia ci è venuta l’acquolina in bocca le vorremo anche mangiare ed ecco che vi presentiamo il nostro cuoco pasticcere Pasquale Barbato dell’omonima pasticceria in Solofra (Av) che gentilmente ci ha svelato la sua ricetta.

800gr Manitoba
200gr amido di mais
60gr di burro o margarina
100gr di zucchero
15gr sale
4 rossi d’uovo
2 uova intere
30gr di grappa
200 gr di Fiano
Vaniglia, limone grattugiato
Pasta di arancio
Far riposare un po’ l’impasto e poi far 3/4 pieghe nella sfogliatrice. Poi tirare la sfoglia il più sottile possibile . Friggere in abbondante olio bollente. Spolverare di zucchero a velo e buon Carnevale a tutti!

Parola è vita