Campania

Incarichi a nuovi medici di famiglia in Campania: 704 posizioni vacanti, assegnati solo 356 incarichi. Ed intanto nei prossimi tre anni ne vanno in pensione altri 1500

close up photo of a stethoscope

Mancano i medici e per tante zone della Campania va ed andrà sempre peggio. Con il nuovo bando solo state coperte solo la metà delle disponibilità. In 356 hanno scelto su 704 possibilità di aprire un nuovo studio di medicina generale. Rimaste scoperte in regione intere zone e non solo dell’entro terra. Ad Ischia e in diverse zone di Napoli, ad esempio, nessuno ha ha accettato un incarico e uno solo nel Cilento su diciannove posti liberi. 

Nel dettaglio delle singole province emerge che a Benevento e Caserta è stato coperto il 70% dei posti a bando, a Napoli il 49, ad Avellino il 43, a Salerno il 40. È il conto da pagare per scelte sbagliate negli anni scorsi dove é stata sbagliata la programmazione. Ed ora mancano medici in tutto il comparto sanità nazionale e si ricorre, vedasi la cronaca degli ultimi anni, anche a medici stranieri. E poi molti medici hanno preferito non dover compiere una scelta per ora guardandosi intorno ovvero a sanità privata o estero. Per i sindacati dei medici italiani a questa condizione di grave crisi della professione medica si è giunti anche a seguito due recenti scelte. La prima riguardante il nuovo ruolo unico di Assistenza Primaria che impone ai giovani medici “un’organizzazione rigida e insostenibile, costringendoli a svolgere contemporaneamente il ruolo di medici di famiglia e quello di continuità assistenziale, senza possibilità di scelta; ignorando carichi di lavoro, competenze specifiche e vita personale.
La seconda è riferita al recente accordo integrativo regionale della Campania per la medicina generale che ha rappresentato un vero e proprio passo indietro, oltre che ad essere stato mortificante sotto il profilo retributivo”.
E le misure-tampone, come l’esercizio provvisorio per i neo abilitati o la proroga oltre il 70esimo anno d’età per chi vuole continuare a esercitare la professione, non basteranno a contenere l’emergenza che sarà sempre più grave”. 

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