E Polichetti segnala anche il caso degli spogliatoi femminili al Ruggi spostati ed inadeguati
Nell’ultima settimana il Pronto Soccorso dell’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno è stato interessato da un aumento degli accessi con ambulanze in fila in attesa di avere autorizzati gli ingressi. In sofferenza anche il plesso di Curteri di Mercato San Severino dove si registra una carenza di medici ed infermieri. Quelli che ci sono fanno turni massacranti avendo decine e decine di accessi in più in questo periodo. Senza contare che al pronto soccorso di Curteri si recano anche i cittadini di Montoro e Solofra, come è noto da anni, ovvero dalla chiusura del Landolfi di Solofra. Stesse problematiche registrate ad Avellino dove si è chiesto di non inviare ammalati da altre province essendo il pronto soccorso al collasso. Una fotografia che è comune all’intera regione figlia della mancata programmazione e del collasso del settore sanità. E mentre a Napoli si inaugura una ristrutturazione di un padiglione per l’utenza del Cardarelli, da altre province continuano a fioccare segnalazioni. Quotidiane quelle che giungono dal Ruggi ad opera di Mario Polichetti, responsabile nazionale del Dipartimento Salute dell’Udc. Il filone è quello delle condizioni di sicurezza e della gestione di alcuni spazi destinati al personale sanitario dell’ospedale di Salerno. Le criticità riguarderebbero vie di uscita non sempre libere, corridoi ingombrati e difficoltà nell’utilizzo dei dispositivi di sicurezza in caso di emergenza. A queste si aggiunge il malcontento per lo spostamento degli spogliatoi femminili in locali considerati inadeguati. «Le segnalazioni arrivate dal sindacato Fisi di Salerno sono molto serie e non possono essere archiviate come semplici disagi organizzativi. Qui si parla di sicurezza quotidiana e di rispetto delle persone che lavorano in ospedale», afferma Polichetti. Il responsabile nazionale sottolinea anche il tema del rispetto delle lavoratrici. «Quanto denunciato sul trasferimento degli spogliatoi femminili è particolarmente grave. Non si può intervenire sugli spazi personali senza ascoltare chi li utilizza, né tantomeno collocare il personale in ambienti freddi, scomodi e poco decorosi». Polichetti conclude chiedendo un intervento rapido e risolutivo. «È indispensabile che l’azienda intervenga subito per ripristinare condizioni di lavoro dignitose e sicure. La sanità pubblica deve essere un luogo di tutela, non di ulteriori rischi. Le denunce meritano risposte concrete, non silenzi».
