Salerno e provincia

Salerno, la FENEALUIL: Fine anno, fine certezze, il rischio recessione e il destino dell’economia delle costruzioni. Il dopo-PNRR come scelta politica per il PIL e il lavoro


Il Segretario Generale della FENEALUIL Salerno, Patrizia Spinelli, in una nota rappresenta la preoccupazione del sindacato sul dopo PNRR per il settore edilizia e non solo.

L’anno che si chiude lascia in eredità all’economia italiana un quadro fragile, segnato da una crescita
debole del PIL – ferma intorno allo 0,4-0,5 per cento – e da consumi che non ripartono. In questo contesto,
il bene casa e l’intera filiera delle costruzioni restano uno dei pochi motori reali capaci di sostenere
l’economia nazionale. Il sistema delle costruzioni vale circa il 30 per cento del PIL e attiva occupazione,
redditi e consumi diffusi.
La fine del PNRR non può essere archiviata come una semplice scadenza tecnica. Parliamo del più grande
intervento di finanziamento europeo mai ricevuto dall’Italia – oltre 230 miliardi di euro – che ha inciso in
modo diretto sulla tenuta del PIL e sull’occupazione. Senza il PNRR, il rischio concreto è quello di una
recessione, soprattutto in un Paese che non cresce per spinta interna.
Il PNRR ha dimostrato che quando gli investimenti sono certi, programmati e continui, l’edilizia diventa
un moltiplicatore potente di crescita. I cantieri aperti hanno prodotto lavoro regolare, salari, contributi e
opere pubbliche attese da decenni.
In provincia di Salerno questo effetto è stato evidente. I dati della Cassa Edile, con circa 18mila lavoratori
dichiarati, dimostrano quanto il comparto delle costruzioni abbia inciso sull’economia reale del territorio.
Qui l’edilizia è una struttura portante dell’economia locale, capace di condizionare il PIL.
Senza continuità degli investimenti e senza una programmazione ordinaria già pronta, il rischio è quello
di un brusco rallentamento tra il 2026 e il 2027, il cosiddetto “effetto scogliera”. Un vuoto che colpirebbe
imprese, lavoratori e indotto.
La provincia di Salerno rappresenta un unicum nazionale: fermare i cantieri significa mettere a rischio
migliaia di posti di lavoro e comprimere i consumi locali. La certezza del futuro non è una richiesta
corporativa, ma una condizione indispensabile per garantire crescita e occupazione stabile.
Il nodo del post-PNRR è politico. Servono programmazione pluriennale, manutenzione strutturale, messa
in sicurezza del territorio e un legame forte tra spesa pubblica e lavoro regolare. Il PNRR non deve restare
una parentesi, ma diventare il punto di partenza per un modello stabile di sviluppo.
In questo scenario, l’appello non può che essere rivolto alle forze politiche e istituzionali locali, chiamate
oggi a un’assunzione di responsabilità che vada oltre l’emergenza e il breve periodo. È necessario incidere
sin da ora su una programmazione del territorio di lunga distanza, capace di dare continuità agli
investimenti anche dopo il PNRR, evitando vuoti pericolosi per il lavoro e per il PIL. Una programmazione
che non guardi solo alle grandi opere, ma che rimetta al centro anche la manutenzione ordinaria e
straordinaria, la messa in sicurezza del patrimonio pubblico, delle infrastrutture e del territorio. Perché
senza una visione strutturale e senza scelte politiche coraggiose, il rischio è quello di disperdere quanto
costruito in questi anni e di trasformare la fine del PNRR in una crisi annunciata. La provincia di Salerno
ha dimostrato di poter essere un motore dell’economia: ora serve la volontà politica di non spegnerlo”, conclude
il Segretario Generale FENEALUIL Salerno, Patrizia Spinelli.

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