Il caso giudiziario del voto di scambio del 2023 a Solofra non è chiuso. La precisazione arriva dai legali delle parti offese. La vicenda giudiziaria che coinvolge il consigliere D’Urso Antonio e altri vede ora una nuova ordinanza emessa dal Giudice monocratico in data 2/12/2025, con la quale è stato annullato il decreto di archiviazione. Il provvedimento accoglie il reclamo (r.g. reclami n. 7/25) proposto dall’avv. Raffaele Moretti nell’interesse delle persone offese, Moretti Nicola e Petrone Aurelio. Alla base vi è un errore procedurale che ha portato il Tribunale a dichiarare la nullità del decreto, ai sensi dell’art. 410 bis c. 1 c.p.p.. Le persone offese avevano tempestivamente depositato l’atto di opposizione alla richiesta di archiviazione del P.M. in data 28/4/25. Tuttavia, come rilevato dall’ordinanza, detta opposizione non fu portata all’attenzione del GIP. Il Giudice per le Indagini Preliminari, non sapendo dell’esistenza dell’opposizione, emise il decreto di archiviazione il 9/5/25. Questa omissione ha determinato la violazione del diritto al contraddittorio camerale.
Fondamentale, ai fini dell’annullamento, è stato il fatto che l’opposizione presentata dalle persone offese era ammissibile, in quanto conteneva la richiesta di prosecuzione delle indagini, indicando chiaramente l’oggetto dell’investigazione suppletiva e i relativi elementi di prova (come l’identificazione e l’escussione di D’Urso Antonio, Visone Elio e Giarletta Soccorso). Il Tribunale quindi ha annullato il decreto e ha ordinato la restituzione degli atti al giudice che lo ha emesso. Il GIP dovrà procedere ai sensi dell’art. 409 commi 2, 3, 4 e 5 c.p.p., il che implica la necessaria celebrazione dell’udienza camerale in cui verrà discussa l’opposizione delle persone offese, determinando se archiviare, rinviare a giudizio o ordinare nuove indagini sullo scambio di voti avvenuto a Solofra nel 2023.
