Enogastronomia

Montella: “Sagra” o “Festa”, quale identità per la nostra Castagna?

Il cambiamento, a volte, avviene nel silenzio. Ed è proprio nel silenzio generale che, da qualche anno, la nostra amata Sagra della Castagna è stata ribattezzata “Festa della Castagna”. Un silenzio che, purtroppo, è spesso sintomo di rassegnazione o, peggio ancora, di una mancata consapevolezza del valore profondo che stiamo rischiando di perdere. Il termine “Sagra” non è una semplice parola; è un richiamo immediato a un’idea di tradizione, autenticità e a un legame profondo con le radici del territorio e con il cibo locale. Per un evento che ha alle spalle ben 40 edizioni, come la nostra Sagra della Castagna, questa denominazione non è soltanto un nome, ma una vera e propria garanzia di storicità e genuinità. Attira un pubblico che ricerca proprio quel tipo di esperienza: fatta di sapori veri, di atmosfere che sanno di casa e di manifestazione popolare autentica. “Festa”, al contrario, suona quasi come un’attenuazione, una perdita di quel carattere distintivo che ci ha sempre contraddistinto. È un termine più generico, che non comunica con la stessa immediatezza e forza il focus sul prodotto tipico e l’atmosfera tradizionale che ci appartengono. Non ha la stessa risonanza emotiva e storica. Cambiare un nome così consolidato dopo un percorso di circa quattro decenni è un po’ come tagliare le radici di un albero robusto e ben piantato. Significherebbe rinunciare a un pezzo di storia e di identità che appartiene a tutti i concittadini. Sono convinto che un’iniziativa per ripristinare il nome originale, coinvolgendo attivamente la cittadinanza, avrebbe un forte riscontro positivo. Per questo, mi permetto di invitare l’Amministrazione Comunale a voler riconsiderare la decisione. La nostra Sagra della Castagna merita di riavere il suo nome, per il suo passato glorioso e perché le future generazioni possano conoscerla e viverla come l’abbiamo sempre vista: un evento genuino, vero richiamo alla terra e pilastro della comunità.

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