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Verso il limite dei 16 anni sui Social, se ne discute in Italia ma in Europa è già realtà!

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La Garante per l’Infanzia italiana, Carla Garlatti, ha recentemente sollevato l’interessante questione di vietare l’accesso ai social media ai minori di 16 anni, in linea con il sistema normativo italiano. L’idea, ispirata a una proposta simile avanzata in Francia dal gruppo Horizons, mira a proteggere i giovani utenti da potenziali rischi e pericoli online.

Nel tentativo di differenziarsi dalla proposta francese, Garlatti ha proposto di elevare l’età limite da 15 a 16 anni, basandosi sul fatto che a questa età, secondo la legislazione italiana, i giovani possono assumere responsabilità legali significative, come il matrimonio e il riconoscimento di un figlio. Questa scelta, secondo la Garante per l’Infanzia, sarebbe più armonica con il contesto normativo italiano.

La proposta di Garlatti, tuttavia, non ha ancora ottenuto una risposta dalla presidente del Consiglio, Meloni. Nonostante ciò,  ha continuato a sottolineare l’importanza di alzare l’età limite per l’accesso ai social media, evidenziando il bisogno di tutelare i diritti dei minori in un ambiente digitale in continua evoluzione.

Per garantire l’efficacia della proposta e prevenire possibili tentativi di elusione da parte dei minori, Garlatti suggerisce l’implementazione di un sistema di identificazione digitale, simile allo Spid  (Sistema Pubblico di Identità Digitale). Questo sistema, basato sulla certificazione dell’identità da parte di terzi, mira a garantire una verifica accurata dell’età dei minori che accedono ai servizi digitali, mantenendo al contempo il pieno rispetto del diritto alla privacy.

Guardando oltre i confini italiani, la proposta della Garante per l’Infanzia trova sostegno nelle iniziative di altri paesi europei. Francia, Lussemburgo, Olanda e Germania hanno già adottato misure simili, stabilendo il limite di età per l’iscrizione ai social media a 16 anni. La Francia, in particolare, prevede sanzioni per le piattaforme che non verificano adeguatamente l’età dei propri utenti, promuovendo la responsabilizzazione dei fornitori di servizi digitali.

La proposta della Garante per l’Infanzia rappresenta un passo significativo verso la tutela dei minori nell’ambito digitale, riflettendo la crescente consapevolezza dei rischi associati all’uso dei social media da parte dei giovani. Resta ora da vedere se questa iniziativa riuscirà a ottenere l’attenzione e il sostegno necessari per diventare una realtà legislativa in Italia.

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