CronacaSalerno e provincia

Sito di compostaggio a Fisciano, a febbraio in 13 a giudizio

Per il sito di compostaggio che si intendeva realizzare a Fisciano, e che era stato al centro di feroci proteste di ambientalisti, cittadini e amministrazioni comunali anche confinanti, è scattato il rinvio a giudizio. Il Giudice per le udienze preliminari ha accolto la richiesta della Procura, rinviando a giudizio tredici soggetti tra cui l’attuale sindaco Vincenzo Sessa, gli assessori Giovanni Scafuri, Nicola

Ruggiero, Maria Grazia Farina, Antonio Pierri, insieme all’ex assessore Anna D’Auria. Stessa sorte per il presidente della Fisciano Sviluppo, i tre tecnici della Regione Campania, due tecnici comunali e la persona incaricata di redigere il progetto preliminare. La prima udienza è fissata a febbraio. Le accuse sono truffa e tentata truffa, per fatti che vanno dal 2017 al 2019. L’impianto di compostaggio aerobico che doveva essere realizzato nella località di Prignano era stato presentato, in realtà stando alle accuse, con un progetto che aveva planimetrie relative ad altra zona del territorio. L’intento, secondo le accuse mosse a seguito delle indagini, era quello di ottenere una valutazione di impatto ambientale favorevole. In pratica era indicata nelle tavole una zona ubicata alla distanza di diversi chilometri a

nord-ovest rispetto a dove poi si realizzava realmente l’impianto. La stessa Regione Campania fu quindi indotta in errore. A seguito dello stesso diede 1,9 milioni, quale anticipo della somma complessiva di 19,5 milioni, per l’esproprio delle aree destinate all’impianto. Soldi andati al comune e alla Fisciano Sviluppo. L’inchiesta è stata condotta dal sostituto procuratore Roberto Lenza e nata dalla denuncia dei comitati civici. Il collegio difensivo, composto dai legali Giovanni Gioia, Felice Lentini, Agostino De Caro, Roberto Concilio, Luigi Apicella e Giovanna Gibboni, aveva sostenuto l’assenza dei presupposti per il reato di truffa alla Regione anche perché i soldi erano restituiti. L’opposizione di Impegno e Trasparenza intanto fa sentire la sua voce di fronte a questo rinvio a giudizio che “è un fatto che non può essere sottaciuto”. I passi indietro degli ultimi mesi della giunta e della maggioranza a seguito delle bocciature a vario livello di giustizia amministrativa “non sono serviti e ora arriva la decisione in merito alle responsabilità penali. Attendiamo l’esito della giustizia. Sotto l’aspetto politico questa maggioranza non ha fatto altro che raccogliere una nuova sconfitta amministrative”. Il sindaco Vincenzo Sessa ha espresso dal canto suo “fiducia nella magistratura che siamo convinti farà il suo lavoro senza pressioni”. L’auspicio è che “ il tutto vada verso una celere conclusione e che emerga la verità”.

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