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ACAPOSOTT è la nuova follia del Vigneron Raffaele Noviello. Brrr! chomp! è festa… come quella dei Cuochi a Vico Equense (Na)

Un immagine a volte riesce a dire più di mille parole o un intero libro. Molti, lo so, sicuramente stanno o hanno ipotizzato che ho alzato qualche calice di troppo. Ma non è così, in questo caso, magari. ACAPASOTT o per scrivere in un corretto dialetto “a capa sott” ( a testa in giù), è come non pensare al brano di Clementino. Ma, fa intravedere che il sangue è alla testa, pertanto non del tutto lucidi, vero?

MONTEFALCIONE. ACAPASOTT è un vino e vin qui ci siamo arrivati ma che vino? E’ un vino Spumante Metodo Classico Bloccato. Ma non esiste, invece esiste ed è ACAPASOTT. Con la testa in giù le cose si vedono da altre prospettive e sicuramente è la prospettiva di Raffaele Noviello. Infatti, mentre era nella sua vigna si china e guarda all’inverso (a capo sott) il vigneto e ciò che lo circonda e… inizia ad elaborare che è bello, è diverso e contestualmente, affascinante, imprevedibile, intrigante ma c’è sempre, non semplice vivere a testa in giù. Raffaele decide che questa sensazione la vuole trasferire in uno dei suoi vini, ma quale? Tutti i suoi vini hanno una loro strada ben definita e quindi doveva elaborare altro… un metodo.

Spumante Metodo Classico ACAPOSOTT o…

Metodo Ancestrale. Si ACAPOSOTT è un metodo ancestrale. Prima di passare all’anima di questo vino che mi ha letteralmente rapita, voglio parlarvi di questa tipologia di vini.

Si sente sempre più spesso parlare delle più svariate tecniche di produzione dei vini, tra questi stanno prendendo piede due particolari metodi: la rifermentazione in bottiglia e il metodo ancestrale. Spesso però le due tecniche vengono confuse e scambiate tra di loro. In primis dobbiamo specificare che si tratta di vini frizzanti! Il Metodo Ancestrale è il metodo artigianale utilizzato da secoli dalle famiglie contadine. Quindi una pratica ben conosciuta dal nostro Raffaele perché praticata già da suo nonno da cui ha ereditato la passione per il vino.

Questo metodo, infatti, viene definito il padre fondatore delle bollicine. Raffaele approfitto, ovviamente per chiederti, in cosa consiste questo Metodo Ancestrale e nello specifico per il tuo Acapasott? – “Carmela, al tuo primo sorso del vino senza che io ti dicessi nulla hai detto, questo è un ancestrale. Non sai che gioia per il mio cuore. Ero riuscito nel mio intento: creare un intrigo, un gioco e godere di un vino in modo diverso e se vogliamo con più suspense. Vedi, il metodo ancestrale si basa su un’unica fermentazione, svolta in parte dentro ai tini e in parte in bottiglia, quando ancora non tutti gli zuccheri sono esauriti. Il vino imbottigliato fa sì che l’anidride carbonica prodotta dalla fine della fermentazione rimanga intrappolata nella bottiglia, rendendo il vino frizzante. Il mosto, in questo caso, viene imbottigliato non del tutto fermentato, e senza sboccatura.

La magia di questo spumante a firma AROMA Winery

Il mio incontro con ACAPASOTT una bottiglia anonima che mi viene aperta facendo saltare un tappo a corona, mah! Trattasi di un vino spumante che vuole testare i Vigneron. Profumi simili ma non da metodo classico e allora, che cosè, mille erano le sensazioni che si affollavano nella mia mente. È un vino che continua a mutare mentre è nel mio bicchiere. “Raffaele, perdonami, ne possiamo aprire un’altra?” – si certo, ma preoccupato, risponde Raffaele – “differente dall’altra, non ho dubbi sono difronte un metodo ancestrale. Con la testa in giù viaggio e arrivo nella Champagne, perché questo vino ottenuto presentava una complessità organolettica unica. Inoltre sottolineo che spesso le bottiglie della stessa annata hanno sfumature differenti l’una con l’altra. Ecco la magia di cui vi parlavo, ogni bottiglia è personalizzata per i nostri momenti di gioia.

 
Anche perché vini prodotti con metodo ancestrale sono caratterizzati da un basso grado alcolico, ma un alto tasso di bevibilità. Poche bolle, ma integrate in vini di polpa e materia, spesso con ancora i lieviti esausti all’interno, a renderli torbidi e croccanti, dando al vino una personalità spiccata. Si tratta di vini giovani e freschi, perfetti per l’estate che è alle porte. Un vino per brindare alla “Festa a Vico”, ideale direi! Bere lavorando e festeggiando le stelle della Cucina Italiana. Dove sarà possibile contaminarsi con tante tradizioni ed eccellenze dei territori italiani proprio come questo ACAPASOTT a tutto pasto ma anche goderselo tal quale a giusta temperatura di servizio. E scegliamo noi cosa bere: Metodo Classico o Ancestrale? Cosa non da poco aggiungo…

Infine, se una volta i vini con il fondo venivano dimenticati in cantina o consumati solo tra le mura di casa, oggi sono cult.

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