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Il garante della privacy blocca Chat GPT: ecco perché

Nonostante l’appello di Elon Musk a rallentare con gli sviluppi di Chat GPT, il garante della privacy italiano ne ha sancito lo stop  affinché non rispetterà la disciplina privacy.

Il Garante per la protezione dei dati personali ha disposto, con effetto immediato, la limitazione provvisoria del trattamento dei dati degli utenti italiani nei confronti di OpenAI, la società statunitense che ha sviluppato e gestisce la piattaforma e ha contestualmente aperto un’istruttoria.

OpenAI è un’organizzazione di ricerca nel campo dell’intelligenza artificiale (IA) fondata da ElonMusk, Sam Altman e altri nel 2015. Il suo obiettivo principale è sviluppare e promuovere IA amichevole e sicura che possa beneficiare l’umanità nel suo complesso. OpenAI si impegna a garantire che i vantaggi dell’IA siano accessibili a tutti e a prevenire l’uso dannoso dell’intelligenza artificiale.

ChatGPT, basato sull’architettura GPT (Generative Pre-trained Transformer), è  un modello di linguaggio avanzato e versatile che può comprendere e rispondere alle domande degli utenti, generare testi, completare frasi e svolgere altre funzioni correlate al linguaggio. GPT è pre-addestrato su vasti corpus di testo e quindi può generare risposte pertinenti e contestualmente appropriate in base alle domande e agli input degli utenti.

Ma quali sono i motivi per cui Chat GPT è stato bloccato in Italia?

Le principali preoccupazioni riguardano la raccolta e trattamento dei dati personali durante l’interazione con il software, perché  gli utenti potrebbero condividere informazioni sensibili, personali o aziendali. È importante assicurarsi che tali dati vengano raccolti e trattati in modo conforme al GDPR (regolamento generale sulla protezione dei dati ) del 2016/679 dell’Unione Europea.

In relazione a questo  gli utenti devono essere informati chiaramente su come vengono raccolti, trattati e utilizzati i loro dati personali, e devono essere in grado di fornire il loro consenso esplicito a tale trattamento e utilizzo e richiederne la cancellazione (essendo un loro diritto) quando lo reputano necessario.

Oltre questo ChatGPT potrebbe profilare gli utenti e comportare la creazione di profili utente con la presa di decisioni automatizzate, che potrebbero avere un impatto significativo sulle vite degli individui. È importante garantire che tali processi siano conformi alle normative sulla privacy e che gli utenti abbiano la possibilità di contestare eventuali decisioni automatizzate.

Ultimo motivo ma non meno importante degli altri, è che ChatGPT si rivolga ai maggiori di 13 anni, cosa ancora non chiara se lo fa oppure no, anche per questo l’Autorità garante ha bloccato l’AI in quanto, ha evidenziato l’assenza di qualsivoglia filtro per la verifica dell’età degli utenti, esponendo i minori a risposte assolutamente inidonee rispetto al loro grado di sviluppo e autoconsapevolezza.

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