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Montoro, il pantano della Valle dell’Irno

Sono ormai passati diversi mesi dalle elezioni amministrative che hanno interessato il territorio montorese (https://inveritas.news/2024/04/26/elezioni-a-giugno-tutti-in-carrozza/), ma il sopore che caratterizzava la vita sociale e politica del Comune è nuovamente calato come una cortina nebbiosa su queste lande.
L’entusiasmo ed il fervore vissuti durante il periodo della campagna elettorale hanno fatto ben sperare chi, forse per la prima volta, si è interessato delle vicende politiche comunali. Purtroppo, però, l’elemento su cui porre l’attenzione ora che le acque si sono calmate è l’enorme pantano in cui si è trasformato questo fazzoletto di terra.

Due gravi eventi di interesse pubblico (guardare sotto la voce “predissesto economico” e “potabilità delle falde acquifere comunali”) non hanno fatto altro che amplificare la percezione di immobilismo nel Comune, fatta eccezione per qualche esempio subito strumentalizzato e osteggiato da parte di chi difende con poca autocritica la propria parte politica. Ciò che la maggior parte delle persone avverte è la sensazione che nessuno stia facendo davvero qualcosa: il malcontento si trasforma in rassegnazione, che non può causare altro che disinteresse.

Il dibattito pubblico è inesistente, in modesta misura affrontato principalmente sui social network e affidato a dubbi profili anonimi, a dimostrazione soltanto della mancanza di onestà intellettuale nel prendersi la responsabilità delle dichiarazioni che si fanno, ostentando una continua insicurezza. Anonimato o meno, questi “scontri” virtuali lasciano il tempo che trovano e mantengono occupati solo i pochi giustizieri coinvolti, ottenendo l’effetto di allontanare ancora di più chi avrebbe interesse a capire davvero cosa sta succedendo. Si sa che le campagne elettorali sono una cosa e amministrare davvero è un’altra, ma che fine hanno fatto i temi? Il famoso e ormai nuovamente dimenticato Piano Urbanistico Comunale (PUC), il contrasto al frazionismo, il trasporto pubblico, i giovani, il futuro.

L’ incontro reale nelle piazze e nei luoghi fisici è oggi più che mai necessario per poter parlare di Comunità, ma le azioni concrete in questa direzione sono poche. La partecipazione della cittadinanza, neanche a dirlo, è un miraggio lontano ed è probabile credere che questa sia la conseguenza di quanto appena citato: il dibattito online è limitato, poco sentito dalla popolazione, che resta arroccata nelle frazioni e non ha motivazioni per cercare un confronto serio. Colpevolizzare il popolo di disinteresse equivale ad ammettere di non aver mai avuto gli strumenti necessari per coinvolgerlo.

L’atteggiamento fazioso e accusatorio dimostrato dalle parti in gioco è causa e conseguenza di un crescente distacco in un momento in cui l’unica vera bussola da seguire sarebbe dovuta essere la collaborazione, mentre l’impressione è che si cerchi continuamente un capro espiatorio a cui affibbiare colpe. Dove sono i discorsi sull’unità come unico presupposto per un’azione di governo efficace? Ah, giusto, non se n’è mai parlato.

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