Salerno e provincia

Vietri sul Mare, disavanzo da quasi 2 milioni di euro: la minoranza attacca l’amministrazione comunale

Nel consiglio comunale del 28 maggio scorso che recava all’ordine del giorno l’approvazione del rendiconto di gestione e del relativo disavanzo è stato certificato “nero su bianco” sia dall’ufficio economico /finanziario che dall’organo di revisione esterno che il Comune di Vietri sul Mare ha un debito di quasi 2 milioni di euro.

Quello che per l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giovanni De Simone doveva essere un formale adempimento tecnico, per i consiglieri comunali di minoranza Alessio Serretiello, Maurizio Celenta, Antonella Scannapieco ed Emilia Senatore è diventato l’atto d’accusa per la disastrosa gestione politica amministrativa e la pessima gestione delle risorse pubbliche.

“Superfluo ricordare che – purtroppo – queste debiti ricadranno interamente su tutti i cittadini vietresi. Il disastro di questa amministrazione comunale – continuazione di quella passata – è sintetizzato in poche numeri che fanno venire i brividi. E’ di 2 milioni di euro il disavanzo di gestione. I residui attivi ammontano a circa 24 milioni di euro. Crediti che il Comune puntualmente inserisce al solo scopo di far quadrare formalmente il bilancio ma che non sa o non vuole riscuotere e molti dei quali nel tempo sono diventati non più esigibili. Residui passivi per circa 7 milioni di euro ovvero debiti che il Comune ha contratto a cui non riesce a far fronte”, hanno detto Serretiello, Celenta, Scannapieco e Senatore. “La società partecipata “Vietri Sviluppo” che ormai sfugge (volutamene) a qualsiasi controllo da parte dell’Ente Locale ed è investita da un palese conflitto di interessi. Cosa assolutamente anomale e grave con delibera di giunta si è approvato il documento di asseverazione relativo ai crediti e debiti tra l’Ente e la “Vietri Sviluppo” favorendo quest’ultima a danno delle casse comunali. A rendere l’intera procedura inaccettabile è il legame di parentela diretta tra l’assessore Daniele Benincasa, presente nella giunta che ha votato il provvedimento figlio del presidente della società partecipata. Un conflitto di interesse tra “controllore e controllato” palese e ostentato e da noi sempre denunciato”. 

I consiglieri comunali di minoranza come avevano preannunciato nel consiglio comunale del 28 maggio scorso hanno provveduto ad inviare tutta la documentazione e le relative delibere agli organi di controllo tra cui Prefettura e Corte dei Conti. “Le risorse pubbliche vanno gestite con correttezza e senza sprechi. Trasparenza, responsabilità, rispetto delle regole sono i presupposti per una buona amministrazione e sono principi sui quali non si può derogare”, hanno concluso.

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