LavoroSalerno e provincia

Patrizia Spinelli (FENEALUIL Salerno): “Non possiamo più piangere giovani morti sul lavoro”


“Non possiamo più abituarci. Non possiamo più leggere il nome di un giovane lavoratore e parlare di fatalità – lo scrive in una nota Il Segretario Generale della FENEALUIL Salerno Patrizia Spinelli – La morte di Carmine Albero è una ferita che brucia nella coscienza di tutti. È l’ennesima vita spezzata mentre stava lavorando, mentre stava costruendo il proprio futuro.
Come sindacalista e come donna sento il peso di questa tragedia. Ogni volta che il lavoro si trasforma in morte viene tradita la sua essenza più profonda: garantire dignità, sicurezza e futuro. Pochi mesi fa ho voluto consegnare a Sua Santità un “Memoriale e Invocazione per i Lavoratori”, a nome della FENEAL UIL di Salerno. In quella lettera ho scritto: «Il lavoro è vita, e mai può diventare morte». E ancora: «Ogni vittima del lavoro è una ferita che lacera la
fraternità umana, un grido che si leva al cielo e interpella la coscienza di tutti».
Non erano parole simboliche. Erano un appello.
Il Santo Padre, attraverso la Segreteria di Stato, ha accolto quel grido assicurando il ricordo all’Altare per le vittime del lavoro ed esprimendo vivo interessamento per l’impegno a difesa della dignità dei lavoratori. Ha richiamato un principio che oggi deve risuonare con forza: «al centro di qualsiasi dinamica lavorativa non si devono mettere né il capitale, né le leggi di mercato, né il profitto, ma la persona, la famiglia e il loro bene».
E ha impartito la Sua Benedizione Apostolica ai lavoratori, alle loro famiglie e a quanti operano per la tutela della sicurezza e della dignità del lavoro. Quella Benedizione non può restare un gesto simbolico. È un richiamo morale potente che interpella istituzioni, imprese e parti sociali. Da cristiana e da sindacalista ho sentito il dovere di farmi voce di chi non ha più voce. Oggi, davanti alla morte di Carmine, ribadisco che la sicurezza non è un costo e non è burocrazia: è il confine tra la vita e la morte. La memoria di Carmine Albero deve diventare responsabilità concreta: prevenzione reale, formazione continua, controlli rigorosi, cultura della sicurezza. Non possiamo più permettere che il lavoro diventi morte. Il lavoro deve essere sempre vita. Mai morte – conclude il Segretario Generale FENEALUIL Salerno Patrizia Spinelli.

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