Cronaca

Mirabella Eclano: interventi edilizi in zona di interesse archeologico, scatta il sequestro

All’esito di una attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso
il Tribunale di Benevento, militari del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Napoli hanno
dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le indagini
preliminari di Benevento su richiesta della locale Procura ed avente ad oggetto un’area sita alla località
Passo del Comune di Mirabella Eclano.
Le attività svolte dalla P.G. operante consentivano di accertare il fumus dei reati di opere illecite consistenti
in interventi edilizi ricadenti in zona di interesse archeologico e soggetta a vincolo di tutela, realizzate in
assenza di autorizzazione della competente Soprintendenza, nonché destinazione di bene culturale ad un
uso incompatibile con il suo carattere storico ed archeologico e pregiudizievole per la conservazione e
l’integrità dello stesso.
In particolare, in sede di sopralluogo con funzionario archeologo, i militari constatavano che sulla citata
area, ricadente in zona di interesse archeologico e dunque soggetta a vincolo di tutela, era stata eseguito,
senza la prescritta autorizzazione della competente Soprintendenza, un riempimento mediante l’utilizzo
di terriccio, utilizzato per colmare il dislivello tra due particelle di circa 4 metri, per una copertura di un
terreno che si estendeva per un’area di circa 25 metri di lunghezza e 15 metri di larghezza, per un totale
di circa 380 mq..
I militari operanti constatavano inoltre che, sulla restante parte dell’area, erano visibili i resti archeologici
di una fornace antica e nella parte nord dell’area erano presenti varie tombe romane che affioravano al
livello del calpestio, alcune coperte da “tessuto/non tessuto” al fine di preservarne l’integrità, mentre altre
tombe erano totalmente scoperte e prive di qualsivoglia protezione.
Il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Benevento ravvisava il pericolo che la libera
disponibilità, da parte dell’indagato, dell’area possa aggravare le conseguenze del reato ipotizzato,
perpetuando il deterioramento e deturpamento dei beni protetti.
Il provvedimento eseguito è una misura reale disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono
ammessi mezzi di impugnazione, ed i destinatari dello stesso sono persone sottoposte alle indagini e
quindi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

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