Altri santi, S. Evasio, Sant’Edmondo, S. Fiorenza, B. Clementina Anwarite Nengapeta
Nacque a Chàtelat l’anno 588. A Noyon in Neustria, ora in Francia, sant’Eligio fu vescovo, ma prima ancora orefice e consigliere del re Dagoberto. Dopo aver contribuito alla fondazione di molti monasteri e costruito edifici sepolcrali di insigne arte e bellezza in onore dei santi, fu elevato alla sede di Noyon e Tournai, dove attese con zelo al lavoro apostolico. Il primo anno lo spese per la riforma del clero, quindi si diede con tutte le forze alla conversione dei numerosissimi pagani che risiedevano nella sua diocesi. Però essi erano talmente ostinati che non volevano neppure sentire parlare del Vangelo; ma la carità del Vescovo, la sua fortezza e la sua soavità commossero quei cuori, e molti si convertirono. Eligio, come già Pietro Crisologo, si propose di abolire le feste o meglio i bagordi che si facevano nelle calende di gennaio, e non si diede pace finché non ebbe ottenuto l’intento. Governava egli la sua diocesi da diciannove anni e mezzo, quando il Signore gli fece sentire prossima la sua fine. Sant’Eligio è il patrono degli orefici e, per estensione, dei fabbri ferrai, degli operai metallurgici, dei ferramenta, dei fabbri, dei cavalli e, quindi, dei coltivatori, dei carrettieri, dei meccanici e dei garagisti.
Auguri a quanti festeggiano oggi
