Altri santi: B. Timoteo Giaccardo, S. Donato di Fiesole, S. Maria Salomè, S. Moderano, S. Bertario di Montecassino
Karol Wojtyla nacque a Wadowice, in Polonia nel 1920.
Ordinato sacerdote e compiuti gli studi di teologia a Roma, al ritorno in patria ricoprì vari incarichi pastorali e universitari. Nominato Vescovo ausiliare di Cracovia, nel 1964 divenne Arcivescovo. Fu eletto papa il 16 ottobre 1978 con il nome di Giovanni Paolo II. Carissimi fratelli e sorelle, siamo ancora tutti addolorati dopo la morte del nostro amatissimo Papa Giovanni Paolo I. Ed ecco che gli Eminentissimi Cardinali hanno chiamato un nuovo vescovo di Roma. Lo hanno chiamato da un paese lontano… lontano, ma sempre così vicino per la comunione nella fede e nella tradizione cristiana. Ho avuto paura nel ricevere questa nomina, ma l’ho fatto nello spirito dell’ubbidienza verso Nostro Signore Gesù Cristo e nella fiducia totale verso la sua Madre, la Madonna Santissima.
Non so se posso bene spiegarmi nella vostra… nostra lingua italiana. Se mi sbaglio mi corrigerete. E così mi presento a voi tutti, per confessare la nostra fede comune, la nostra speranza, la nostra fiducia nella Madre di Cristo e della Chiesa, e anche per incominciare di nuovo su questa strada della storia e della Chiesa, con l’aiuto di Dio e con l’aiuto degli uomini, le sue prime parole dal balcone del Vaticano. « Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l’uomo. Solo lui lo sa! » Fecondo e straordinario il suo pontificato contraddistinto anche dall’attentato subito il 13 maggio 1981 in piazza San Pietro. A colpirlo è un giovane killer turco, Mehmet Ali Agca. Su chi abbia armato la sua mano non è mai stata fatta completa luce.

L’attentato a Giovanni Paolo II
Il pontefice ferito fu sottoposto a un difficile intervento chirurgico. Si salvò e lui attribuì la salvezza all’intervento della Madonna, apparsa a Fatima, appunto, un 13 di maggio. L’anno successivo, ristabilitosi, si recò in Portogallo a ringraziarla e fa incastonare il bossolo del proiettile nella corona che cinge la testa della Vergine. Nel Natale del 1983 volle andare in prigione per incontrare il suo attentatore e dargli il suo perdono. Nel suo lungo pontificato ha incontrato folle in tutto il mondo.
Memorabile il suo discorso contro la mafia tenuto nella Valle dei Templi il 9 maggio 1993. Il Papa alla folla presente che lo acclamava disse con voce forte: “Questi che portano sulle loro coscienze tante vittime umane, devono capire, devono capire che non si permette uccidere innocenti! Dio ha detto una volta: “Non uccidere”: non può uomo, qualsiasi, qualsiasi umana agglomerazione, mafia, non può cambiare e calpestare questo diritto santissimo di Dio! Qui ci vuole civiltà della vita! Nel nome di questo Cristo, crocifisso e risorto, di questo Cristo che è vita, via verità e vita, lo dico ai responsabili, lo dico ai responsabili: convertitevi! Una volta verrà il giudizio di Dio!“
Morì a Roma il 2 aprile 2005, alla vigilia della II domenica di Pasqua; acclamato dalla folla come Santo “Subito”. Cosa che avvenne in poco tempo a differenza di tutte le altre proclamazioni.
