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Il Santo del giorno: S. Eustachio

Altri santi: S. Andrea Kim, Paolo Chong e compagni, S. Fausta, S. Candida, S. Giancarlo

Eustachio, chiamato dapprima Placido, celebre fra i Romani per i suoi natali, ricchezze e gloria militare, meritò sotto l’imperatore Traiano il titolo di maestro della milizia. Esercitandosi un giorno alla caccia, inseguiva un cervo di straordinaria grandezza che improvvisamente si fermò e Placido vide fra le sue corna un’immagine radiosa di Gesù Cristo che gli disse: « Placido, perchè mi perseguiti? Ti sono apparso perchè voglio la tua salvezza. Io sono Gesù Cristo cui tu servi inconsciamente. Le tue elemosine sono salite fino a me ed io sono venuto a prendere te, mentre tu pensavi di prendere un cervo ». Colpito da tali parole l’ufficiale si precipitò da cavallo esclamando : « Dimmi chi sei, perchè io creda in te ». E Gesù gli rispose: « Io sono il Creatore del Mondo, il tuo Redentore ». A tale risposta Placido, vinto dalla grazia, cadde ginocchioni esclamando : « Io credo, Signore, che tu sei il Creatore dell’universo e che converti chi è nell’errore ». Ed il Signore: « Se tu credi, istruisci la tua sposa e i tuoi figli, va’ dal Vescovo e chiedi di essere battezzato ». A mezzanotte adunque si recarono dal Vescovo di Roma, il quale dopo aver innalzato al Signore un inno di ringraziamento, li battezzò imponendo a Placido il nome di Eustachio, alla sposa quello di Teopista ed ai figli i nomi di Agapito e Teopisto. Eustachio, ritornato il giorno dopo, come gli aveva ordinato il Signore, sul luogo della visione, sentì predirsi da Lui quanto avrebbe dovuto Soffrire per la sua gloria. Dopo una lunga fuga fu chiamato da Traiano per una nuova impresa militare e fu eletto capo delle truppe dell’impero. Entrò in Roma vincitore tra le universali acclamazioni. Ma ricevuto l’ordine di sacrificare ai falsi Dei per la riportata vittoria, si rifiutò energicamente. L’imperatore, dopo aver cercato invano di fargli rinnegare la fede di Gesù Cristo, lo espose colla sposa e coi figliuoli ai leoni. Ma questi si mantennero mansueti, onde l’imperatore irritato li fece rinchiudere in un toro di bronzo arroventato dove, consumato il martirio al canto delle divine lodi, se ne volarono alla felicità eterna il 20 settembre. l loro corpi, sepolti religiosamente dai fedeli, vennero poi ritrovati intatti e trasportati nella chiesa dedicata ai loro nomi.

La redazione augura un felice onomastico e un buon Compleanno a chi è nato in questa giornata!

Auguri!!!!!!

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