Altri santi: S. Alfonso, S. Emilia, S. Teodoro, Madonna della Salette
S. Gennaro nacque nella seconda metà del secolo III molto probabilmente a Benevento anche se alcune fonti dicono che sia venuto alla luce a Napoli. Di famiglia nobile e molto cristiano, predilesse fin dalla sua giovinezza la vita ecclesiastica. A trent’anni era sacerdote e vescovo di Benevento, quando scoppiò la persecuzione di Diocleziano. Grande era la sua amicizia col diacono Sosio, che consultava sovente circa gli affari della diocesi, trovando in lui molto sapere e conforto spirituale. Risale al V secolo e si trova nelle catacombe napoletane la più antica immagine di questo santo in atteggiamento orante, con la scritta SanctomartyriIanuario. Gennaro è uno dei pochi santi italici inclusi nel Calendario cartaginese al mese di settembre; spesso lo si trova insieme a San Sossio, probabile compagno nel martirio. La sua morte risale al 305 ca. Prende parte al concilio di Sardica del 343, al pari di altri vescovi cattolici come Eusebio di Vercelli o Massimo di Torino, e per questo patisce persecuzione da parte degli ariani. Un’altra ipotesi ritiene Gennaro uno di quei martiri di cui sono state scoperte e traslate le reliquie tra il IV e il V sec. Venne ucciso il 19 settembre. I Napoletani, dietro avviso celeste, accorsero a raccogliere in ampolle parte del sangue del martire e trasportarono il corpo prima a Benevento, poi a Montevergine e infine nella cattedrale di Napoli, ove fu eletto a patrono principale della città. Napoli attribuì alla sua protezione la grazia di essere stata liberata da molteplici e violenti eruzioni del Vesuvio, e dalle armi di molti nemici che avevano giurato la sua rovina. Sarà canonizzato da Sisto V nel 1586. La reliquia del sangue viene esposta per la prima volta nel 1305, ma il miracolo per cui questo sembra quasi bollire e torna allo stato liquido in cui resta per l’ottava successiva, avviene per la prima volta il 17 agosto del 1389, dopo una grave carestia. Oggi il miracolo si ripete tre volte l’anno: il primo sabato di maggio in ricordo della prima traslazione; il 19 settembre, memoria liturgica del Santo e data del martirio; il 16 dicembre per commemorare la disastrosa eruzione del Vesuvio del 1631, bloccata dopo l’invocazione del Santo. Le due ampolle sono custodite in una teca d’argento voluta da Roberto d’Angiò, nella Cappella del Tesoro di S. Gennaro nel Duomo di Napoli. I frammenti del cranio sono conservati nell’artistico busto. Il fenomeno della liquefazione, che con ‘regolarità straordinaria’ si ripete nelle date fisse e talvolta anche in altre circostanze, è fedelmente annotato dal ‘500 dai Diari dei cerimonieri del duomo. Il sangue ‘miracoloso’ è divenuto l’emblema della protezione di San Gennaro su Napoli. Il non miracolo è ritenuto evento sciagurato.
La redazione augura un felice onomastico e un buon Compleanno a chi è nato in questa giornata!
Auguri!!!!!!
