Salerno e provincia

Chiesa chiusa per la Fiaccola di Pandola: Don Giuseppe Laterza “non è una manifestazione religiosa condotta dalla Parrocchia, ma civile e quindi regolata da una associazione gestita da privati che non hanno nulla a vedere con la chiesa e con la Parrocchia”.

Come auspicato anche da noi nei commenti al video pubblicato https://www.facebook.com/reel/1071878008248895?locale=it_IT , Don Giuseppe Laterza, parroco di Pandola di Mercato San Severino, ci ha inviato una sua replica che, ovviamente non solo gli è dovuta dal punto di vista deontologico ma soprattutto sotto il punto di vista informativo. Di seguito quindi pubblichiamo integralmente il suo articolo, dandogli tutta la dovuta divulgazione, così come era stato garantito all’Associazione S. Anna e così come garantiamo fin dalla nascita a chiunque.

Gentile Direttore,
In seguito al suo articolo del giorno 20 luglio 2025 concernente la chiusura della chiesa di
Sant’Anna, dovrei precisare alcune circostanze che non sono emerse nel servizio trasmesso e
sono da tenere in considerazione per la normale comprensione di quanto accaduto, anche quale
diritto di replica.
Partiamo dal presupposto che l’ente parrocchiale e l’associazione sono due realtà che agiscono in
modo differente e in diversi ambiti, amministrate da persone differenti: il parroco e il presidente per l’associazione.
Ho ereditato una situazione alquanto spinosa per via di alcune situazioni passate, nelle quali non si è fatta chiarezza circa l’evento della “fiaccolata” che faceva emergere perplessità e dubbi circa le
responsabilità anche civili, oltre che amministrative. Così, nel tempo questa questione è stata risolta dalla Curia di Salerno che, solo dopo anni, ha ritenuto di tenere distinti gli eventi organizzati dalle associazioni da quelli parrocchiali e dei diversi comitati festa. In questo modo l’evento organizzato dalla Associazione Giovanile S. Anna ha avuto il diniego da parte della curia dell’uso del titolo parrocchiale, pertanto non è rientrato negli eventi organizzati in occasione della festa patronale. Le attività della associazione non devono confondersi e creare confusione nei fedeli, mediante l’utilizzo di immagini sacre e/o altro che possono indurre il fedele a credere che le attività associative siano organizzate dalla parrocchia e viceversa.
Personalmente, con alcuni membri del Comitato festa, ho incontrato il presidente dell’Associazione e il nipote presso la Curia di Salerno per l’evento della “fiaccolata”. Incontro nel quale si è provato a ricostruire la storia a monte di questo incontro e le difficoltà emerse. Ho dato disponibilità alla accoglienza, ma nello scadere dei toni dell’incontro al termine di questo, in dialetto e in modo sgarbato, mi è stato detto che “non sarebbero venuti” e che “non dovevo aspettarli con il microfono in mano”, oltre ad essere stato precedentemente minacciato verbalmente su pubblica via. Del resto tale circostanza è provata dal manifesto dell’evento della detta associazione. Infatti, si legge “ripartenza per Pandola alle ore 20.00”.
A seguito di questo incontro il cartellone delle manifestazioni della Parrocchia non riportava
l’evento della “fiaccola” per i suddetti motivi, così come il manifesto della associazione non
riportava il titolo parrocchiale. Ogni anno per 38 anni il parroco veniva invitato alla manifestazione
accogliendo la fiaccola al centro della frazione di Pandola e proseguendo alla chiesa ove si
concludeva la manifestazione. Nel 2025 non c’è stata nessuna comunicazione di arrivo di un evento organizzato dalla Associazione, tantomeno la volontà di essere accolti, come da incontro in Curia.
A ciò segue la logica. La chiesa ha normali orari di apertura e chiusura, domenica 20 luglio al
termine della messa della novena, la chiesa è stata chiusa come al solito non essendo stato
comunicato l’arrivo della fiaccolata da parte dell’Associazione e confermata la non accoglienza
nell’incontro in curia. Personalmente pur avendo avuto la febbre in quel giorno, ho lasciato
comunicazione ai collaboratori, di aprire la chiesa, qualora avessi ricevuto una comunicazione di
arrivo anche all’ultimo minuto. Ma nulla di fatto.
Se un gruppo organizzato in una manifestazione si presenta in un luogo di culto di cui non ha la
proprietà, fuori dall’orario di apertura non penso trovino aperto! Specie se non c’è nessuno ad
attenderli, per cui la causa della chiesa chiusa è da imputare non allo scrivente, quindi alla
Parrocchia, ma agli organizzatori della fiaccola, i quali hanno comunicato di non voler essere
accolti. Lo stupore della chiesa chiusa non traspare nemmeno ad una revisione del video, in quanto i manifestanti che non erano 500, ma un centinaio, arrivano davanti la chiesa, come emerge anche dalle voci di sottofondo del video, per essere indirizzati “nel parcheggio” dove avrebbero visto lo spettacolo pirotecnico commissionato alla “Salvati fireworks”, così come la strada che arriva dinnanzi alla chiesa non era stata per nulla addobbata come al solito, perché consci della chiusura della chiesa non avendo voluto terminare la loro manifestazione in parrocchia.
Nessun intento di divisione, nessuna volontà negativa da parte dello scrivente, le tradizioni nella
chiesa si attestano solo dopo 100 anni, e se la fiaccola avesse richiesto accoglienza non gli sarebbe stata negata. Il problema sta nel fatto organizzativo da parte dell’associazione che non può pretendere l’accesso in un luogo che non è di sua pertinenza fuori dagli orari di apertura senza previa comunicazione, tantomeno desumere che non ci siano altri impegni nella data richiesta senza aver comunicato con chi è responsabile della gestione della chiesa.
Mi spiace per i fedeli che non hanno trovato la chiesa aperta, ma tranquillamente hanno potuto
visitare la Patrona negli orari delle celebrazioni e di apertura della chiesa. Facciamo un esempio:
pensiamo che in una gita, gli organizzatori non avessero comunicato al ristorante la loro presenza
ma si sono fatti regolarmente pagare la quota pasto. Arrivati al ristorante questo è chiuso o non può accoglierli: la colpa non è del ristoratore che non può fornirgli il vitto oppure perché è chiuso, ma di colui che organizza che non ha preavvisato il ristorante, confermando il loro arrivo e il loro fermarsi per il pasto precedentemente concordato.
Negli anni precedenti c’è sempre stata la comunicazione da parte dello staff organizzativo,
quest’anno no! Spontanea può sorgere la domanda, perché non tenere aperta la chiesa? Perché
questo non fa parte della normale pastorale e non è un evento religioso legato al culto; perché per tenere la chiesa aperta fuori orario ci devono essere persone libere da altri impegni, ma perché in fondo ci deve essere il rispetto e la decenza di comunicare un arrivo di una manifestazione che nulla centra con le attività parrocchiali.
Che poi si voglia sollevare un polverone mettendo in cattiva luce la Parrocchia, questo non è
possibile farlo in quanto mancano gli elementi basilari logici per affermare la volontaria chiusura
del luogo di culto e questo è confermato dalle persone presenti all’incontro in curia e dai
collaboratori che non hanno visto nessuno della organizzazione venire in chiesa, per comunicare
l’arrivo della civile manifestazione.
Sì, civile, perché da quanto si è capito nell’incontro in curia non è una manifestazione religiosa
condotta dalla Parrocchia, ma civile e quindi regolata da una associazione gestita da privati che non hanno nulla a vedere con la chiesa e con la Parrocchia e quindi con la comunità ecclesiale di
Pandola che ha tranquillamente continuato i festeggiamenti religiosi e civili in occasione della Santa Patrona così come si è visto in questi giorni di festa.
Pertanto, a tutela dell’immagine e della dignità della Parrocchia e di quanti collaborano con essa, vi invito, anche quale diritto di replica, a voler pubblicare integralmente il presente articolo, dando
dovuta divulgazione, così come è stato garantito all’Associazione S. Anna”.
Cordiali saluti,
Don Giuseppe Laterza

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