A partire dal 28 giugno entra ufficialmente in vigore l’European Accessibility Act (EAA), una direttiva dell’Unione Europea che impone a enti pubblici e aziende private l’obbligo di rendere accessibili prodotti e servizi digitali in tutti gli Stati membri. L’obiettivo è abbattere le barriere che impediscono a milioni di cittadini europei – in particolare anziani, persone con disabilità e utenti con scarsa familiarità con la tecnologia – di accedere ai servizi digitali essenziali.
Cosa prevede l’European Accessibility Act?
L’EAA riguarda una vasta gamma di ambiti e tecnologie, tra cui:
- siti web e app mobile di enti pubblici e privati,
- sportelli bancari automatici (bancomat),
- terminali per il biglietto elettronico,
- e-commerce,
- lettori di e-book,
- servizi di telefonia e messaggistica,
- servizi bancari online,
- assistenti virtuali e helpdesk digitali.
Questi strumenti dovranno seguire specifiche linee guida di accessibilità, come la compatibilità con i lettori vocali, la possibilità di ingrandire i testi, la navigazione semplificata da tastiera o touch screen, e un linguaggio chiaro e comprensibile.
Se correttamente applicato, l’EAA rappresenta una svolta significativa, soprattutto per alcune categorie di utenti spesso escluse dal mondo digitale portando ad una serie di benefici per tutti i cittadini che ne usufruiranno. Ma vediamo a quali categorie si rivolge specialmente questa tecnologia che dovrebbe essere piu “familiare”
1. Persone anziane
Molti cittadini over 65 trovano difficile usare i portali digitali della pubblica amministrazione o dei servizi bancari. Con l’EAA, questi sistemi dovranno diventare più semplici, leggibili e intuitivi, migliorando la loro autonomia nell’uso delle tecnologie.
2. Persone con disabilità
L’accessibilità sarà garantita per utenti non vedenti, ipovedenti, sordi, con difficoltà motorie o cognitive. Potranno accedere ai contenuti tramite tecnologie assistive, avere sottotitoli nei video, navigare senza mouse o interagire con interfacce vocali ben strutturate.
3. Utenti con bassa alfabetizzazione digitale
Anche chi non ha dimestichezza con l’uso di computer o smartphone, come molti adulti che non hanno ricevuto una formazione digitale adeguata, potrà beneficiare di interfacce più chiare, menu semplificati e istruzioni visive passo-passo.
Se il sistema funzionasse davvero…
L’applicazione efficace dell’EAA potrebbe avere un impatto positivo su larga scala. Immaginiamo uno scenario in cui:
- i portali INPS, Agenzia delle Entrate o dell’anagrafe online siano facili da usare anche senza supporto esterno;
- le app delle banche forniscano assistenza vocale chiara e accesso semplificato con pochi tocchi;
- i servizi pubblici digitali siano veramente inclusivi e non solo “conformi sulla carta”.
In questo scenario, si avrebbe una vera democratizzazione dell’accesso ai servizi, una riduzione del divario digitale e un aumento dell’autonomia personale per milioni di cittadini.
L’entrata in vigore dell’European Accessibility Act è un passo fondamentale verso una società più equa e inclusiva. Perché abbia un effetto reale, però, è essenziale che istituzioni e imprese non si limitino a rispettare formalmente le norme, ma investano concretamente in usabilità, formazione e ascolto degli utenti e quindi unione e non divisione digitale in un mondo che avanza in questo senso, perché l’accessibilità non è solo un obbligo legale ma è una scelta di civiltà.
