“Mi rivolgo ai suoi colleghi, partendo dall’ultimo al primo, a chi doveva proteggere i dipendenti e i viaggiatori, di assumersi ognuno le proprie responsabilità, con coscienza e onestà. Non possiamo accettare la fatalità!”. A dirlo è Elisa, la moglie di Carmine Parlato che al termine del funerale è salita sull’altare per dare l’ultimo saluto al marito, operatore della funivia del Monte Faito, morto nella cabina precipitata lo scorso 17 aprile. Una tragedia che ha comportato la morte oltre del macchinista EAV anche di tre turisti, con un quarto che lotta tra la vita e la morte in ospedale. Oggi pomeriggio nella Concattedrale di Castellammare di Stabia, alla presenza di istituzioni, cittadini e tantissimi dipendenti dell’Ente Autonomo Volturno, l’ultimo saluto. A presiedere la cerimonia funebre l’arcivescovo Francesco Alfano che ricordando le parole di Papa Francesco, rivolge a tutti l’invito a “non farsi rubare la speranza”. La signora Elisa presa la parola è stata chiara: “A noi tocca sopravvivere a questo dolore immane, oggi, domani e per tutti i giorni della nostra vita. La morte di Carmine e delle altre vittime, e un sincero e doveroso pensiero va anche a loro che in quel momento erano la sua famiglia, merita risposte. Queste vite spezzate, chi stava portando il pane a casa e chi in un momento piacevole, lontano dal proprio Paese visitando un vanto della nostra città, non devono rappresentare un clamoroso fatto di cronaca, che dopo qualche tempo finirà nel dimenticatoio, bensì sia un punto di svolta tra passato e futuro che non ci ridarà Carmine. Ma deve essere un primo passo verso la giustizia. Chi, con negligenza e leggerezza, ha messo a repentaglio la vita di esseri umani, ne risponda! Finito il momento dei “plausi” è “il momento delle risposte e della verità”. Un messaggio rivolto non solo a investigatori e inquirenti ma anche a chi “si reputa amico e collega sincero” affinché lo dimostri “con i fatti oltre alle parole”. Questa, ha concluso rivolgendosi direttamente al marito, “è una promessa che ti faccio e che manterrò fino alla fine dei miei giorni”.
Articolo precedente
