Il caso del pandoro Balocco griffato Chiara Ferragni ha sollevato un polverone mediatico e non solo. L’influencer italiana, da oltre 28 milioni di follower su Instagram, è stata accusata di truffa aggravata per aver fatto credere ai consumatori che parte del ricavato delle vendite del dolce sarebbe andato in beneficenza all’Ospedale Regina Margherita di Torino. In realtà, la donazione era già stata effettuata dalla stessa Balocco mesi prima dell’inizio delle vendite.
L’episodio ha messo in luce alcuni aspetti problematici legati al mondo degli influencer come la loro capacità di condizionare fortemente le scelte dei consumatori pilotandoli su prodotti sponsorizzati che non sempre corrispondono alla qualità decantata. Nello specifico, la Ferragni è riuscita a convincere migliaia di persone a spendere soldi per un pandoro che, a parte la confezione, non era diverso da uno qualsiasi se non per il prezzo più alto visto che la differenza sarebbe dovuta andare in beneficenza. In questo caso la sponsorizzazione non riguardava la qualità del prodotto ma il presunto fine “benefico” inducendo i followers – consumatori in “errore”.
Quello che ha fatto la Ferragni è un esempio di come questi personaggi possano essere pericolosi.
È importante essere consapevoli del loro potere di influenza e fare attenzione alle loro proposte.
Questi aspetti sono particolarmente problematici se si considera che i followers degli influencer sono spesso giovani e inesperti. Sono persone che per poter acquistare cose devono farsi guidare da qualcuno che reputano autorevole e questi imbonitori di masse, con le loro immagini patinate, la loro vita da Mulino Bianco e le loro promesse di felicità, sono spesso percepiti come tali.
Tuttavia, il problema è più profondo.
La vicenda della Ferragni è solo la punta dell’iceberg di un fenomeno più ampio, che riguarda il declino della società cognitiva.
In una società cognitiva, le persone sono in grado di pensare in modo critico e di prendere decisioni informate. Sono in grado di valutare le informazioni in modo oggettivo e di non farsi influenzare da fattori emotivi o da opinioni di altri.
Nella società moderna, invece, si assiste a un declino, se non addirittura ad una perdita, di questa capacità. Le persone sono sempre più dipendenti dalle informazioni che trovano online, spesso senza verificarne l’attendibilità. Sono sempre più propense a credere a ciò che si sente dire da “tizi” che reputano autorevoli, anche se non hanno alcuna competenza in materia e che hanno come interesse principale quello di far soldi a qualsiasi costo.
Questo fenomeno è alimentato da diversi fattori, tra cui l’uso sempre più diffuso dei social media, la mancanza di educazione civica e l’aumento della complessità del mondo.
Il declino cognitivo ha gravi conseguenze per la società. Le persone che non sono in grado di pensare in modo critico sono più vulnerabili alle manipolazioni, sia da parte di individui che da parte di organizzazioni e sono sempre più propense a credere a teorie complottiste e alle fake news.
Una democrazia funziona solo se i cittadini sono in grado di prendere decisioni informate. Se le persone non sono in grado di valutare in modo oggettivo le informazioni, è più facile che siano manipolate da coloro che hanno interessi particolari.
Per contrastare questo fenomeno sarebbe necessario promuovere l’educazione civica e la cultura del pensiero critico. Sarebbe importante insegnare alle persone a valutare le informazioni in modo oggettivo e a non farsi influenzare da fattori emotivi o da opinioni di altri, promuovendo l’utilizzo di fonti di informazione attendibili. Le persone dovrebbero essere consapevoli dei rischi legati all’uso dei social media e dovrebbero essere in grado di distinguere le informazioni vere dalle fake news.
Il declino cognitivo è un problema complesso, ma è un problema che si può affrontare. Con un impegno comune, possiamo costruire una società in cui le persone siano in grado di pensare in modo critico e di prendere decisioni informate.
