
I casi di femminicidi sono in aumento, dal più recente di Giulia Cecchettin, fino all’omicidio di Saman Abbas.
Il suo desiderio di libertà, della voglia di continuare gli studi, è stato paragonato alla ribellione femminile delle proteste iraniane del 2022, donne che sono alla ricerca dell’emancipazione.
Scomparsa il 1 maggio 2021 a Novellara, era una giovane pakistana di soli diciotto anni, innamorata di un ragazzo conosciuto su TikTok. A questa notizia la famiglia non reagisce bene e la costringono a fidanzarsi con suo cugino, sarà destinata a sposarlo.
Più volte ha chiesto aiuto, nel dicembre 2020 è stata ospitata in una comunità minorile dove rimane fino all’11 aprile del 2021, giorno in cui decide di ritornare a casa per recuperare dei documenti. Da allora non verrà più vista pubblicamente.
Il 29 aprile, le telecamere dei magazzini dell’azienda in cui lavorava il padre e presso la quale avevano una casa riprendono tre uomini armati di attrezzi da lavoro e un sacco di plastica, saranno riconosciuti come lo zio e i cugini.
È il 1 maggio, la ragazza esce di casa insieme alla madre con uno zaino in spalla e viene ripresa dalle stesse telecamere, poche ore dopo la madre fa ritorno ma senza di lei.
Iniziano le indagini, gli unici presenti in casa erano il fratello e lo zio, i Carabinieri non trovarono i genitori, si scoprirà che si erano imbarcati in un volo per il Pakistan.
È nel novembre 2022 che è stato reso noto il ritrovamento di un cadavere in un casolare non poco lontano dalla casa di famiglia, l’autopsia ha confermato che quello era il corpo della ragazza.
In questi giorni è stata pubblicata la sentenza: ai genitori l’ergastolo, la madre risulta latitante in Pakistan, lo zio sconterà 14 anni in carcere mentre i cugini sono stati assolti.
La storia di Saman, costretta ad un matrimonio forzato, è ad oggi attuale in India, Nigeria, Pakistan (…), dove molte bambine e ragazze rischiano ogni giorno.
Ciò che mi spaventa di più è negare loro quella libertà di cui dovrebbero tenere le redini. Mi ritengo fortunata perché la mia famiglia mi ha sempre supportata in qualsiasi mia scelta e spero che tutti quei strumenti, come il “Codice Rosso” o insegnare nelle scuole a riconoscere il segnale di aiuto delle donne vittime di violenza, porti giustizia a tutte quelle donne che ne sono state vittima.
https://www.thewom.it/lifestyle/trend/gesto-per-chiedere-aiuto-se-si-subisce-violenza-domestica
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Codice_Rosso_(legge)
