Avellino e provincia

Mercogliano, il presepe Lgbt diventa un caso politico nazionale

“Un presepe in cui al posto di S. Giuseppe c’è una seconda mamma? Una vera e propria blasfemia”. Il senatore Maurizio Gasparri, capogruppo di Forza Italia a Palazzo Madama, mette nel mirino l’iniziativa di don Vitaliano Della Sala parroco di Capocastello di Mercogliano. “Un gesto che lascia sgomenti – dice Gasparri – è l’ennesimo atto di vera e propria blasfemia, con la rimozione di San Giuseppe e, dobbiamo immaginare, evidenti allusioni nei confronti della Madonna, così come d’altronde siamo abituati a vedere in molti cortei che rivendicano diritti e tolleranza dimenticando però di rispettare il mondo cattolico. Rifletta anche su questo il parroco della Chiesa dei Santi Pietro e Paolo e si dedichi ai diritti e all’inclusione senza cadere nelle facili provocazioni che offendono le sensibilità di tutti noi e che non hanno nulla a che vedere con la sua missione. Siamo certi che la notte di Natale illuminerà anche don Vitaliano Della Sala e gli farà capire i gravi errori in cui è incorso”, conclude Gasparri.

La replica di don Vitaliano arriva a stretto giro: “La realtà che è oggi ci sono altri tipi di famiglie. Negli oratori, al catechismo, arrivano bambini figli di divorziati, di single, ma anche di coppie gay. E noi li dobbiamo trattare tutti allo stesso modo, con rispetto. D’altra parte è lo stesso Papa Francesco a dire che la Chiesa non deve escludere nessuno”. “E poi se veramente vogliamo fare i ‘puristi’ del presepe, dovremmo abolire San Gregorio Armeno a Napoli perché mi dite che c’entra Maradona nella grotta? Ah no, quelle sono opere d’arte… E allora cosa vogliamo dire del pescivendolo o della lavandaia? Anche loro a ben guardare non c’entrano con il presepe ‘originale’. Sono stati aggiunti dopo, perché nei secoli la vita è entrata nel presepe e il presepe è entrato nella vita. E questo è bellissimo”, sottolinea il parroco. “Siamo nel 2023 e nel mio presepe ho voluto mettere una coppia arcobaleno perché anche loro sono un tipo di famiglia. Non c’è più una famiglia tradizionale. E dobbiamo tenerne conto perché – ribadisce – Gesù Cristo si incarna pure per loro”.

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