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Vendemmia 2023 e peronospora. In Irpinia come siamo mess?

uve attaccate dalla peronospora

C’è allarme tra le aziende vitivinicole italiane, campane e ovviamente irpine. Dove i pronostici non sono affatto felici con mancata raccolta uve che va dal 20% al 70% proprio nella lussureggiante verde Irpinia.

L’andamento climatico ha inciso profondamente sulla maturazione delle uve e sui volumi prodotti, sia per le gelate primaverili e le pesanti grandinate estive principalmente al Nord, sia per la peronospora, che è ricomparsa con virulenza, soprattutto al Centro Sud, a causa dell’umidità persistente. L’Irpinia geograficamente è proprio al Sud, giusto? Conosciamo bene le escursioni termiche di questa zona, peculiarità molto ambita quando si parla di vino, giusto? Bene se siamo d’accordo fin qui, proviamo a capire cosa succederà alla vendemmia 2023 in Irpinia.

La peronospora ha messo letteralmente in ginocchio le aziende italiane, infatti sono molte le Regioni coinvolte come la nostra Campania. In molti casi, sono stati nulli o quasi i tentativi, da parte dei viticoltori, e provare a contrastare le fitopatie acuite dal clima bizzarro. Perché proprio per le copiose piogge che ci hanno accompagnato sino ad inizio estate e parlo soprattutto dell’Irpinia, molte lavorazioni non si sono potute effettuate perché le condizioni climatiche hanno impedito l’accesso ai terreni.

Vendemmia 2023 e i produttori irpini.

Si prospetta difficile, o quanto meno avversa per noi produttori ed enologi, la vendemmia ai blocchi di partenza con un atteso calo della raccolta fino a -60%”. – dice Paolo Mastroberardino – produttore nonché proprietario dell’azienda vitivinicola Terredora Di Paolo in C.da Serra a Montefusco (Av). Ed entrando più nel dettaglio ci dice la previsione sua personale e in qualità di componente Comitato Vitivinicolo Regionale Confagricoltura della Campania oltre che del Consiglio Nazionale Produttori Settore Vitivinicolo.

Paolo Mastroberardino

In Irpinia vendemmia e peronospora, come siamo messi?

Continua – Mastroberardino: – “I dati della vendemmia, in perdite, da noi in merito alle varie tipologie ad oggi sono: Fiano 20%, Greco si parla dal 25% al 50%. Per quanto riguarda la Falanghina in Irpinia si preannunciano perdite tra il 25 e il 40%. La grande batosta riguarderà il nostro amato Aglianico con previsioni di mancata vendemmia in un range tra il 40% sino ad arrivare all’70%. E ancora per chi conduce vigneti in biologico, perdite anche integrale della produzione” .

Un quadro a dir poco catastrofico quello delineato dal noto produttore avellinese. Inoltre aggiunge di esser molto preoccupato per il futuro dell’Irpinia vitivinicola, in quanto si prospettano chiusura da parte di molte cantine irpine per l’andamento del comparto tutto che è in sofferenza da qualche anno e per varie ragioni. “Stiamo parlando di tante famiglie che resteranno senza lavoro ed ancora diamo i contentini e non si fa una politica seria e di salvaguardia per il settore vitivinicolo regionale” – commenta ancora Paolo Mastroberardino – Del resto, come dargli torto, se il comparto vino resta ancora la fonte di reddito più importante in Regione ed ancor di più in Irpinia che ne è la principale risorsa e trainante per il resto dell’agroalimentare e della proposta ricettiva in generale!

Un esempio di cosa fare può arrivare dalla vicina Regione Abbruzzo. A partire dal “Tavolo Verde” (Confagricoltura) dello scorso 12 giugno 2023.

Governo e vendemmia 2023

Arriva la risposta dal Governo ma non basta a far fronte alla grande emergenza del settore vitivinicolo come sottolinea la stessa Confagricoltura nel suo Comunicato Stampa del 9 agosto ed è riportato integralmente sotto:

CONFAGRICOLTURA, SIGNIFICATIVA RISPOSTA DEL GOVERNO ALLA CRISI DELLE IMPRESE. ADESSO SI INCREMENTI IL FONDO. “Dal governo è arrivata una prima e significativa risposta alla crisi delle imprese che hanno subito crolli della produzione viticola a causa della peronospora”. Lo dichiara Confagricoltura a proposito delle misure inserite nel decreto legge varato dal Consiglio dei ministri. “E’ senz’altro rilevante la possibilità accordata alle imprese di accedere agli interventi previsti dalla normativa sul ristoro dei danni da eventi climatici eccezionali – prosegue Confagricoltura – e il contributo in conto interessi, gestito da Ismea, a sostegno della liquidità”.

Resta però il problema di fondo rappresentato dalla limitatezza dei fondi pubblici, considerata la dimensione del problema, che è diffuso in larga parte delle zone produttive italiane. La ricomparsa della peronospora, causata da un eccesso di umidità, ha provocato una contrazione produttiva che oscilla tra il 20 e il 50% rispetto ai livelli ordinari. I tagli più profondi sono localizzati nelle regioni del Centro-Sud.

“Tenuto conto dei danni provocati al settore agricolo da eventi climatici eccezionali – dalla siccità alle alluvioni, alla grandine – a cui si sono aggiunti in alcune regioni gli incendi, facciamo affidamento su un sostanziale aumento della dotazione finanziaria del Fondo di solidarietà nazionale nell’ambito della prossima legge di bilancio.
Allo stesso tempo, conclude Confagricoltura, dovrebbe essere avviata una riflessione sull’opportunità di aggiornare la normativa vigente in materia di danni da eventi climatici avversi (decreto legislativo n.102 del 29 marzo 2004)”.

Cosa aspettarsi in Irpinia

Ovviamente sono pronostici, che saranno certi solo dopo che le uve dai vigneti entreranno nelle rispettive cantine e saranno lavorate. Ma va detto subito che se oggi e quasi nero non sarà domani roseo per magia. Inoltre dobbiamo vedere quale sarà la qualità delle uve, quelle sopravvissute alla siccità e alla malefica peronospora.

Noi attendiamo e monitoreremo costantemente la situazione grazie alla stretta collaborazione con i produttori. Intanto ringraziamo Paolo Mastroberardino per aver condiviso con la nostra redazione i dati in merito alla vendemmia 2023.

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