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Al Carcere Borbonico c’è SOVRA ESPOSTI/OVER EXPOSED

Il Museo Irpino, in collaborazione con la Fondazione Videoinsight®, è lieto di presentare, dal 1 al 30 Luglio 2023, la Mostra d’Arte Contemporanea “Over Exposed / Sovra Esposti”, a cura di Andris Brinkmanis, con la Direzione Artistica di Rebecca Russo.

L’Esibizione inaugurerà il 1 Luglio 2023 dalle ore 18.00presso il Complesso Monumentale del Carcere Borbonico di Avellino e coinvolgerà Artisti temporanei internazionalmente noti. La Mostra collettiva, unisce il passato e il contemporaneo attraverso le rappresentazioni artistiche, inserendole in un luogo di valore singolare sul territorio italiano; porterà una maggiore attenzione verso il meraviglioso territorio dell’Irpinia, frontiera vergine per il rilancio e lo sviluppo dell’Arte Contemporanea. Gli Artisti presenti sono: Marina Cavadini, Gianluca Capozzi, Gea Casolaro, Paolo Cirio, Gaia De Megni, Binta Diaw, Delio Jasse, Giulia Maiorano, Edoardo Manzoni, Elisabetta Mariuzzo, Elena Mazzi, Alessandra Messali, Stefano Serretta, Giulio Squillacciotti

Il Complesso Monumentale del Carcere Borbonico di Avellino è un luogo unico, suggestivo ed evocativo per la sua storia, un monumento che incarna una determinata idea, epoca ed ideologia. Fu costruito nel 1826 dall’architetto Giuliano De Fazio, che si ispirò al pensiero del filosofo Inglese Jeremy Bentham, l’ideatore e il promotore di un nuovo tipo di prigione, definita “Panopticon”. Merita una visita per la sua particolare cinta muraria di ispirazione illuminista in un caratteristico emiciclo. La Mostra “Sovra Esposti / Over Exposed“ ha preso spunto, nel titolo e nei contenuti, dall’”onnivisione” possibile nel Carcere Borbonico, la cui struttura “panottica” permette l’osservazione immediata di tutto il visibile al suo interno. Le persone internate nel Carcere panottico, a causa della sovraesposizione e della totale mancanza di privacy, sviluppavano malattie mentali, come schizofrenia o dissociazione mentale. Nella società contemporanea, siamo pesantemente e costantemente “Sovra Esposti”: al rumore, agli smartphone, ai media, all’inquinamento, allo stress, alle videocamere, alla videosorveglianza, agli algoritmi, ai raggi infrarossi, alle televisioni, a internet, all’intelligenza artificiale. La quantità eccessiva di esposizione alle immagini, la velocità con la quale esse stimolano la mente e il corpo, l’impossibilità di selezionare, in piena libertà, la qualità delle immagini assorbite, provoca superficialità, noia, assuefazione, omologazione. Jean Luc Godard nel film “La cinese” affermava: “Il faut confronter les idées vagues avec les images claires” (“Bisogna confrontare le idee confuse con le immagini precise”). Oggi viviamo in una totale confusione dei linguaggi, dove il flusso delle immagini sembra giustificare ogni cosa. Non esiste un contesto migliore di questo ex locus horribilis, per cercare di mettere a fuoco uno sguardo diverso sul contemporaneo e presente. L’Arte può aiutarci a reagire e a sopravvivere perché provoca la presa di coscienza, l’insight; risveglia l’occhio interiore, l’ “Inward Eye” teorizzato dal poeta romantico William Wordsworth. Walter Benjamin sosteneva che “Nelle rovine del passato si risolvono gli enigmi del presente”.

Le Opere d’Arte scelte per la Mostra “Sovra Esposti / Over Exposed“ indicano possibili vie di fuga dalle prigioni contemporanee, non più fisiche , ma mentali, interiorizzate; suggeriscono percorsi di cura, interrogano e risvegliano le coscienze.

 

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