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Una Chiacchierata con Walter Di Bello!

di Giuseppina D’Auria

Walter nasce nel Cilento, di origini anglosassoni, inizia il suo percorso musicale da autodidatta grazie agli spettacoli scolastici dove gli viene fatta notare una certa predisposizione al canto. L’artista si sente molto legato alla musica in senso spirituale, infatti non nasce come un qualcosa di prettamente tecnico ma viene naturalmente da sé a partire dal canto. Il suo primo approccio con gli strumenti musicali avviene a quattordici anni quando inizi a suonare la chitarra, che rimarrà la sua scelta preferita! https://www.walterdibello.com

Ha iniziato il suo percorso artistico da solista e l’ha portato avanti sempre parallelamente ad alcuni progetti come i “Vibrazione positiva”  avviato con Edoardo Napolitano.

Walter scrive in inglese sia per gusto personale che per via della valenza internazionale che questa lingua ha.

<<Probabilmente il terzo disco sarà italiano… non voglio essere vincolato>>

Quali sono state le tue influenze in passato ma anche ad oggi?

<<il mio bagaglio culturale spazia dai grandi miti italiani a quelli internazionali come i Beatles …sono molto vintage>>

Come nascono i tuoi testi?

<<Ho unito tutte le passioni ed è venuta fuori la scrittura…mi viene spontaneo>>

I suoi testi nascono direttamente dalle sue mani poiché la scrittura è un’altra passione di Walter che mi dice essere quasi come un “Flusso di coscienza”.

<<Ho scritto anche per altre persone, ho provato ad entrare in un circolo di autori…è difficile…mi piacerebbe farlo  a livello professionale>>

NO GENRE

Il nuovo album, frutto di diverse influenze, si distacca dalle etichette “sociali e musicali” nell’ottica della sperimentazione.

Qual è il messaggio dell’album?

<<Parte da un concetto musicale ma ho voluto approfondire…>>

Nel periodo storico che segue Walter ha ravvisato un  nuovo movimento sociale ovvero il distaccamento dai vincoli e dai cliché da parte del singolo e dei gruppi per dare spazio a quella che è la parte nascosta e soffocata ovvero la peculiarità dell’individuo che apparentemente non rispecchia i canoni di “normalità” o “comuni”.

<<Ciò che prima era un difetto ora è un pregio no?…La diversità…c’è un messaggio sociale all’interno…>>

Infatti, mi dice che all’interno del book set dell’album vi è un’opera, nello specifico un ritratto che rappresenta un volto privo di genere, quasi picassiano.

C’è un clima magico nelle tue canzoni, quasi onirico, no?

<<Dici a livello più spirituale? Si, questo è alla base della mia musica…è una sorta di ricerca dell’IO… alcuni testi parlano del riflesso dell’interiorità con la materialità della vita quotidiana>>

Secondo lui vi è una dimensione altra, parallela alla quotidianità materiale che viviamo ogni giorno con la quale l’individuo entra spiritualmente in contatto, <<Un amore Universale>>, mi dice.

MISTERY?

<<È la canzone che sta riscuotendo più successo… ha una radice folk… la ricerca del bello nelle cose, vedere il miracolo nelle cose che sembrano banali… un inno alla vita>>

Per te la musica cosa rappresenta?

<<Un ponte tra la vita di tutti i giorni con un qualcosa di più grande… fa parte naturalmente della mia vita oltre al percorso artistico… è un’amica e maestra, ci ritrovo serenità>>

Cosa significa per te scrivere?

<<Scrivo senza ragionare troppo… cerco di prendere ciò che viene dalla mia mente spontaneamente…ciò che nasce nel primo attimo se lo tocchi perde intensità..>>

Cosa significa essere un artista “No Genre” oggi?

<<Oggi ci sono tante sperimentazioni…creano un’identità precisa… può essere anche un limite perché è difficile per le esibizioni dal vivo >>

Che tipo di artista sei?

<<Un improvvisatore… la mia radice viene dall’acustico… non sono un artista specifico- musicista, cantante o altro-…  mi racconto nel modo più spontaneo possibile…>>

L’approccio alla musica è stato un bisogno di comunicare?

<<Si, alla fine è un bisogno… scrivo anche poesie… sento il bisogno di fare delle canzoni, è un momento intimo… alcune le tengo per me>>

Cosa senti quando sei nel momento di creazione?

<<è una liberazione…>>

Mi dice, poi, che rispetto all’inizio della sua carriera è cambiato molto, le esperienze musicali e in studio l’hanno fatto evolvere: Durante un edizione del “Meeting del Mare” ad esempio, Walter collabora con A Smile From Godzilla, mi racconta che è stato un incontro casuale in uno scambio di strumenti. Il loro incontro ha fatto nascere un’amicizia  importante a  livello umano e creativo che si evolve durante la pandemia.

<<Gli ho scritto un testo e lui l’ha continuato… è andata bene… ci ha fatto crescere molto.

Probabilmente faremo un altro pezzo insieme>>

Nella canzone How IT Has To be c’è una frase…

“Weallhave the samestupiddream, to be someone or something, to be just happy…”

(Abbiamo tutti lo stesso stupido sogni, essere qualcuno o qualcosa, essere semplicemente felici)

<<… parla  un po’ dell’ossessione dell’uomo dell’immedesimarsi in qualcosa, qualcuno… alla fine ciò che cerchiamo continuamente è la felicità… io credo sia la serenità, non sentire il peso del tempo, del mondo che pretende qualcosa da te…>>

Sei più un artista d’arte o sociale?

<<Credo la prima… sociale lo vedo più come qualcuno che lotta, un guerriero>>

Quando tu dici No Genre, legato anche al periodo storico, non è una dimensione sociale?

<<Si si, però è un riflesso, nel senso che ho voluto attingere questo concetto ma non nasce da lì… ha uno sfondo prettamente sociale… i vincoli hanno creato questi problemi di emancipazione>>

Walter  dice di vedere un’apertura verso la libertà anche se è una prerogativa dell’uomo autodistruggersi. Gli ho fatto presente che per me il sociale è l’idea che l’arte nasca per dare spazio a quella che è un’altra dimensione che il gruppo sociale vive, una sorta di bisogno di comunicazione, aldilà della radice che l’arte ha ovvero la famosa <<Arte del saper fare>> che va a modificare, aiutare e a gestire il tutto.

<<Assolutamente, senza arte i popoli sarebbero vuoti…>>

Se dovessi lasciare una frase come input, cosa diresti a chi legge?

“Continuare a vivere di sogni è già di per sé vivere bene… senza pensare al fallimento, rimanere bambini”

-Walter Di Bello

Qui trovate tutti i link per raggiungere le pagine ufficiali di Walter Di Bello:

Facebook: https://www.facebook.com/WalterDibelloArtist
Instagram: https://www.instagram.com/walter_di_bello
Twitter: https://www.twitter.com/walter_dibello
Youtube: https://www.youtube.com/c/WalterDiBelloOfficial
Spotify: https://open.spotify.com/artist/7eEy3qZytD16mU1OOEupob?si=qHFhxg9uRdat-

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