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“Ammonimento” del Questore, cosa è e come si applica

L’ammonimento del Questore è una misura di prevenzione avente lo scopo di garantire alla vittima di stalking e altri reati una tutela rapida e anticipata rispetto al procedimento penale

Cos’è l’ammonimento del Questore

L’ammonimento del Questore è una misura di prevenzione prevista dall’ordinamento italiano per prevenire e contrastare i reati. Si tratta di una misura cautelare che viene adottata esclusivamente dal Questore, ovvero il rappresentante delle forze di polizia locale, al fine di evitare che il soggetto cui è diretta commetta un reato o per evitare la reiterazione di condotte illecite.

L’ammonimento del Questore consiste in una comunicazione formale da parte del Questore stesso, attraverso la quale viene messo in guardia il soggetto nei confronti del quale sussistono fondati motivi di ritenere che possa commettere un reato. Tale avvertimento dall’astenersi dal commettere ulteriori atti di molestia o violenza, ad esempio, può essere accompagnato da una serie di obblighi che il soggetto è tenuto a rispettare, al fine di evitare di commettere il reato o di reiterare condotte illecite. L’ammonimento del Questore non è una condanna penale, ma una misura cautelare volta a prevenire la commissione di alcuni reati e garantire alla vittima una tutela rapida e anticipata rispetto alla definizione del procedimento penale.

Nello specifico, può essere indubbiamente adottato nei confronti di soggetti che commettano i reati di stalking, violenza domestica, cyberbullismo. In ogni caso, la scelta di adottare l’ammonimento del Questore come misura cautelare dipende dalle specifiche circostanze del caso e dalla valutazione discrezionale del Questore, che deve valutare attentamente l’eventuale pericolosità del soggetto e la necessità di adottare misure preventive per tutelare la sicurezza pubblica.

A venire in rilievo, ai fini dell’ammonimento adottato per stalking, è essenzialmente l’art. 8 d.l. n. 11 del 23 febbraio 2009, convertito in legge n. 38 del 23 aprile 2009, il quale prevede che “fino a quando non è proposta querela per il reato di cui all’articolo 612-bis del codice penale, introdotto dall’articolo 7, la persona offesa può esporre i fatti all’autorità di pubblica sicurezza avanzando richiesta al questore di ammonimento nei confronti dell’autore della condotta”.

La richiesta è trasmessa senza ritardo al questore e quest’ultimo, “assunte se necessario informazioni dagli organi investigativi e sentite le persone informate dei fatti, ove ritenga fondata l’istanza, ammonisce oralmente il soggetto nei cui confronti è stato richiesto il provvedimento, invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge e redigendo processo verbale. Copia del processo verbale è rilasciata al richiedente l’ammonimento e al soggetto ammonito. Il questore adotta i provvedimenti in materia di armi e munizioni”.

I commi successivi si preoccupano invece di raccordare la disciplina del potere de quo, avente connotazione preventivo-amministrativa, a quella penale, prevedendo che “si procede d’ufficio per il delitto previsto dall’articolo 612-bis del codice penale quando il fatto è commesso da soggetto ammonito ai sensi del presente articolo”.

I presupposti per l’applicazione dell’ammonimento per condotte di violenza domestica invece sono contenuti nell’art. 3 del Dl n. 93/2013.

Quali sono le conseguenze dell’ammonimento del questore

Dall’emissione dell’ammonimento del questore, discendono alcune conseguenze per il soggetto ammonito.

Innanzitutto, si avrà una sospensione o, in ogni caso, una più attenta valutazione delle autorizzazioni di Pubblica Sicurezza allo stesso afferenti. Potrà essere, ad esempio, sospesa o revocata la licenza di porto d’armi, venendo meno i requisiti di buona condotta.

In secondo luogo, in caso di condanna per il delitto di cui all’art. 612 bis c.p., si avrà un incremento della pena, laddove il condannato era stato precedentemente ammonito. Un’altra conseguenza attiene al profilo della procedibilità: infatti, laddove un soggetto sia già stato ammonito, il reato di atti persecutori sarà procedibile d’ufficio, piuttosto che a querela di parte.

Ve lo spiega la nostra rubrica

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