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Terremoti, la tecnologia ci permetterà di prevederli

Sembrerebbe realtà la possibilità di poter esser messi in allerta dai terremoti. Secondo Carlo Doglioni in futuro grazie al supporto della tecnologia saremo in grado di poter cogliere avvisi premonitori. Scede in campo anche Poste Italiane.

Il numero uno dell’INGV, Dogliani è chiaro nell’affermare che: “Un terremoto può avvenire domani o tra qualche anno, ma tornerà comunque: ce lo dicono la statistica e la geologia”. Questa sua affermazione come dire non ci a dormire sonni tranquilli. Ma ovviamente come lui stesso ha ribadito: “Comunicare è la prima forma di prevenzione”. E non si può che non affermare che anche in questo l’INGV ha contribuito e continua a diffondere la cultura dell’autodifesa dai rischi naturali.

Non abbiamo ancora capito bene la natura dei terremoti e i segnali che la Terra emette prima degli eventi importanti. Forse, tra qualche decennio, avremo una lettura molto più nitida e strumenti in grado di fornirci segni premonitori che oggi non abbiamo. Al momento vengono fatte solo previsioni probabilistiche di accadimento sulla base della storia sismica passata”, chiarisce il professor Carlo Doglioni, presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). “L’Italia ha una vasta parte del suo territorio ad alta pericolosità sismico” – aggiunge Doglioni.

Poste Italiane e il progetto OGS

Come ha ben illustrato Doglioni, è necessario quindi, costruire una cultura dei rischi naturali, partendo dalle scuole. Serve una educazione nuova e forte, permanente e capillare, che faccia crescere la consapevolezza del rischio sismico, come degli altri rischi naturali. In zone sismiche come il Nord-est e non dimentichiamo il Centro-Sud dell’Italia è bene monitorare costantemente i movimenti del terreno. Poste Italiane si è messa a disposizione dell’OGS (l’istituto nazionale di oceanografia e geofisica sperimentale), per installare dei sismografi nei suoi edifici, preoccupandosi di trovare i luoghi più adatti sia per garantire un monitoraggio attento, sia per non andare ad intralciare le attività quotidiane dei suoi dipendenti.

Il progetto è nato in seguito ad un contatto con l’OGS. La zona del Nord-est è infatti ad alto rischio sismico, e, dopo il terremoto del 1976 in Friuli Venezia-Giulia, sono stati installati sismografi nella zona di confine con il Veneto. Con questo nuovo progetto si punta a coprire anche la zona di Venezia e dintorni.

Terremoti. OGS e edifici Italposte

Poste Italiane mettendo a disposizione tutti gli edifici utilizzati nella zona, ha dato un gran contributo al progetto. “Insieme ad OGS – spiega Giorgio Scarmagnan, responsabile della gestione operativa degli edifici della struttura immobiliare Nord-Est – abbiamo analizzato le varie tipologie di edifici a disposizione. Partendo da un campione di 900 abbiamo ristretto il campo agli edifici patrimoniali, per poi concentrarci su quelli di Italposte dal momento che, per la loro tipologia costruttiva, hanno una risposta migliore dell’onda sismica sull’accelerometro. Dopo una serie di sopralluoghi sono stati individuati gli edifici adatti, e sono stati installati un totale di 42 sismografi”.

Ovviamente questo progetto è replicabile, come già avvenuto, su tutto il territorio nazionale. Il progetto del Nord-Est è partito ad aprile 2021, mentre a maggio la struttura immobiliare centrale ha deciso di installare una decina di sismografi su tutto il territorio.

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