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Reddito di cittadinanza e assegno unico a rischio d’infrazione

La Commissione Europea ha aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia perché le norme per accedere al reddito di cittadinanza sono in contrasto con le regole dell’Unione. Nello specifico vi sarebbe un impedimento alla libera circolazione dei lavoratori. Secondo la Commissione c’è una violazione dei diritti dei cittadini europei perché ora il rdc prevede la residenza in Italia da almeno dieci anni. per ricevere il Rdc. Secondo quanto segnalato vi sarebbe nei fatti una “discriminazione” anche verso gli italiani che emigrano per qualche tempo all’estero per lavoro o altro e poi ritornano perché non potranno più vantare il requisito dei 10 anni di residenza. Discriminazione vi è anche per chi ottiene protezione internazionale. Nessuno di queste persone vi accede visto il vincolo imposto. Il Governo ha adesso due mesi per rispondere nel merito. Non sarà facile rispondere nel merito. Forse cambierà la lèggevo non si risponderà affatto visti i tempi di queste procedure e questo anche alla luce della volontà del governo Meloni di cancellare il reddito di cittadinanza a partire dal 2024. E sotto accusa vi è, per lo stesso meccanismo, ma si parla di due anni, per l’assegno unici e universale per i figli a carico. Anche questo aiuto lo possono ricevere solo i cittadini residenti in Italia da almeno due anni. Vedremo anche qui cosa intende fare il Governo Meloni.

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