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Adeguare le case entro il 2033!

Il Parlamento Europeo impone ma non ci sono le risorse nelle famiglie

Il Parlamento europeo ha dato il via libera alla proposta di revisione della direttiva sulle performance energetiche degli edifici. Una decisione destinata a cambiare radicalmente in poco tempo quello che è il patrimonio edilizio italiano ed europeo. La proposta recepisce l’obiettivo delle nuove norme europee, ovvero: ridurre le emissioni di gas a effetto serra e il consumo finale di energia nel settore edile del l’UE entro il 2030 e renderlo climaticamente neutro entro il 2050. Una svolta che è stata accelerata dalla crisi energetica che si è ingenerata con la guerra in corso in Ucraina. Il nostro Paese che sconta un deficit energetico di non poco conto ha provato a rallentare questa decisione unitamente ad altre poche nazioni. La ragione è da ricercarsi nel fatto che l’Italia vanta un patrimonio immobiliare certamente non moderno con la maggior parte di edifici che hanno decenni e decenni di vita. Questo perché abbiamo anche un notevole patrimonio storico architettonico nei centri urbani e lo abbiamo sempre, bene o male, protetto dimenticando che esso è anche energivoro. Cosa dice il testo varato? Gli edifici residenziali dovranno raggiungere una classe di prestazione energetica minima di tipo E entro il 2030 e di tipo D entro il 2033! Ma si tratta di un traguardo molto difficile raggiungere visto che molte famiglie non saranno in grado di fronteggiare ad una spesa non indifferente per adeguare gli edifici. Lo si stava facendo con il Superbonus 110%. Peccato che invece di perseguire duramente, con pene esemplari, chi ha truffato lo Stato si è deciso di modificarlo bloccando di fatto quasi tutto. Eppure il 110% è stato per poco tempo, purtroppo,  l’unico strumento che ha consentito di sistemare le case e quindi di abbattere il consumo energetico degli edifici. Il blocco dei crediti ha comportato e comporta ricadute pesanti su imprese, proprietari e professionisti. Per dare una idea di quanto sta avvenendo vediamo i dati del mese scorso del 110%. A gennaio vi sono state 12.863 asseverazioni. Erano 20.490 unità a dicembre. Questo per una serie di cambiamenti introdotti dal Governo che da quest’anno vede l’aliquota della detrazione è scesa al 90% per unifamiliari e condomìni.  Oggi sono infatti pochissimi i casi di chi può usufruire del Superbonus 110%. Tra limiti di ogni genere tra i quali blocco del credito e soglia di reddito, è una chimera ottenerlo. Ora con il nuovo input giunto da Bruxelles sarebbe il caso di rivedere, certo per l’ennesima volta, questa agevolazione. Senza saranno pochi gli edifici che si adegueranno entro il 2033! 

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