Dura polemica sulla nomina di Enzo Cuomo ad assessore regionale. Tutto nasce dal fatto che, al momento del decreto, Cuomo risultava ancora sindaco di Portici. L’opposizione attacca su tutti i fronti avendo dalla sua anche la prefettura di Napoli che ha trasmesso al Comune di Portici una nota del Viminale. Il richiamo è all’articolo 53 del Testo unico degli enti locali: le dimissioni del sindaco diventano efficaci solo dopo 20 giorni, e Cuomo si è dimesso il 31 dicembre, poco prima della nomina, allegando anche una rinuncia preventiva alla revoca. Per la prefettura, però, la legge non prevede scorciatoie: fino allo scadere dei 20 giorni le dimissioni non producono effetti. Da qui l’ipotesi di incompatibilità, richiamata anche dall’articolo 65 del Tuel, che vieta la contemporaneità tra carica di sindaco e incarichi regionali. Il centrodestra attacca accusando di violazione delle regole Fico e il Pd. Per Fulvio Martusciello, segretario regionale di Forza Italia: “Il Pd indichi una donna al posto di Cuomo e colga l’occasione per rimediare ai propri errori. È inimmaginabile attendere 20 giorni. Chiediamo a Roberto Fico di usare meno il manuale Cencelli e più un libro di diritto amministrativo”. Sulla stessa linea Edmondo Cirielli, vice ministro agli Affari Esteri e leader dell’opposizione in Consiglio regionale, che parla di «scarso senso delle istituzioni» da parte del Pd. Mentre il Pd tace, in problema lo ha creato proprio il partito ancora una volta poco attento, è lo stesso neo assessore Cuomo a spiegare: “ho formalizzato le mie dimissioni da Sindaco della Città di Portici prima della nomina ad Assessore regionale. Risulta evidente come la stessa nomina conferita risulti assolutamente in linea con lo spirito ed il tenore del quadro normativo di riferimento. Le cause di ineleggibilità, come noto, sono volte ad impedire che un candidato possa influenzare gli elettori in forza di una posizione ricoperta prima del voto. La situazione disciplinata dall’art. 50, comma 3, dello Statuto campano si preoccupa invece di impedire che possano andare a ricoprire (tramite nomina) la carica di assessore tutti quei soggetti appartenenti all’elettorato attivo, che al momento della nomina ricoprano altre cariche istituzionali, determinando situazioni di incompatibilità. Per questa ragione non appena ricevuta la notizia della designazione ad assessore regionale dalla Segreteria Regionale del Pd e la successiva comunicazione dal presidente Fico della predisposizione del decreto di nomina, ho immediatamente rassegnato formalmente le mie dimissioni dalla carica di sindaco, rinunciando anche alla facoltà di ritirare le stesse nei 20 giorni come previsto dal comma 3 dell’art. 58 del Tuel”. Quindi l’ex sindaco Pd aggiunge: “Detta facoltà, benché non espressamente prevista dalla norma, segna una chiara manifestazione di volontà volta a rimuovere ogni residuo elemento di incompatibilità. E la ratio della norma richiamata attribuisce a questa “finestra” dei venti giorni, lo strumento attraverso il quale il sindaco dimissionario possa rivalutare la sua decisione. Il che non comporta affatto la permanenza in capo allo stesso delle prerogative di capo dell’Amministrazione, tanto che la gestione ordinaria nei 20 giorni resta affidata al vicesindaco ed alla Giunta che, invece, conservano integri i propri poteri. Detto quadro normativo si innesta nel tessuto dello Statuto Regionale che non ha fissato un termine dall’accertamento della causa di incompatibilità entro il quale debba essere esercitata l’opzione o debba cessare la causa che determina l’incompatibilità. Di tal che – in un quadro di vuoto normativo – opera un automatico rinvio alla legge n. 165 del 2004 che impone un termine non superiore a 30 giorni per esercitare l’opzione volta a rimuovere l’incompatibilità. Si tratta esattamente della stessa norma di cui si sta avvalendo l’On.le Cirielli che non ha ancora optato tra la carica di Consigliere Regionale e quella di Deputato della Repubblica”, conclude.
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