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Il Santo di oggi 29 dicembre: San Davide

Altri Santi: San Tommaso Becket; San Marcello l’Acemetaù;  Beato Gerardo Cagnoli; Beato Guglielmo Howard; San Trofimo di Arles; Sant’ Ebrolfo di Ouche;  Sante Benedetta Hyon Kyong-nyon e compagne.

Il 29 dicembre si ricorda San Davide. San Davide, nacque a Gerusalemme intorno al 1040 a.C. La figura di Davide risale al Vecchio testamento ed è non solo il ragazzino che sconfisse il gigante Golia scagliandogli una pietra con la fionda, ma anche il secondo Re d’Israele da cui discenderà tutta la stirpe ebraica dalla quale deriverà anche Gesù Cristo. San Davide è considerato il protettore dei cantanti, dei musicisti e dei poeti. Nelle prossime foto le frasi per augurare buon onomastico a chi si chiama Davide. Le sue vicende sono raccontate nel primo e nel secondo libro di Samuele e nel Primo libro dei Re (1 Sam 16,1; 2 Sam 23,5; Re 2). Secondo la Bibbia, il pastore Davide – “fulvo di capelli e di bell’aspetto” – era il più giovane dei sette figli di Isai, della tribù di Giuda. Fu preso a servizio da Saul, primo re d’Israele, come citarista affinché ne rallegrasse l’umore: il sovrano, infatti, era assalito da uno spirito di tristezza e malinconia che spesso lo rendeva furibondo. Per ordine divino, Davide venne segretamente unto con l’olio benedetto dal profeta Samuele come re d’Israele. L’episodio delle Sacre Scritture più famoso che lo riguarda è quello dello scontro con Golia, il gigante filisteo che terrorizzava gli ebrei, sfidandoli a duello. Dopo quaranta giorni, Davide, non potendo più sopportare le offese rivolte al Suo Dio, raccolse la provocazione e, con l’aiuto del Signore, riuscì ad avere la meglio sulla forza di Golia, tramortendolo con un sasso lanciato da una fionda e poi decapitandolo con la sua stessa spada. La vittoria lo rese popolare presso gli ebrei e gli valse l’amicizia di Gionata, figlio del re Saul. Tuttavia, la crescente fama del giovane ingelosì il re che cercò di ucciderlo con una lancia; Davide scappò, rifugiandosi nel deserto. Morto Saul, Davide venne eletto re di Giudea e poi d’Israele: con grande zelo, condusse il suo popolo alla virtù e al timore di Dio; innalzò un magnifico padiglione sul monte Sion e vi fece trasportare l’Arca dell’Alleanza. Nell’ultima parte della sua vita, pur avendo un numeroso harem secondo la consuetudine del tempo, si invaghì di Betsabea, moglie del suo ufficiale Uria l’Hittita. Per non avere intralci lo fece morire mandandolo a combattere in guerra (2Sam 11). Secondo la tradizione, il pentimento di San Davide per questa azione, dopo che il profeta Natan gli ebbe rimproverato la sua colpa (2Sam 12), sarebbe all’origine del Miserere, uno dei più famosi Salmi, il 51. Davide ricopre una grande importanza nella genealogia di Gesù presente nel Vangelo di Matteo, in quanto segna il termine della prima parte della genealogia stessa, divisa in tre blocchi di quattordici generazioni. Compare anche nella genealogia proposta da San Luca evangelista. In entrambe risulta essere nipote di Obed e figlio di Iesse.

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