Salerno e provincia

Vincenzo Petrillo (Pd Castel San Giorgio) accusa: La liquidazione giudiziale della San Giorgio Servizi è il frutto di una gestione negligente e di scelte politiche errate”

Vincenzo Petrillo, già candidato a sindaco di Castel San Giorgio ed esponente della locale segreteria del Circolo Pd, interviene con fermezza sulla vicenda della San Giorgio Servizi in house providing, recentemente posta in liquidazione giudiziale (fallimento) dal Tribunale di Nocera Inferiore con sentenza del 25 settembre 2023.

“Mi domando,” afferma Petrillo, “se, considerando i fatti accaduti alla SGS Srl, siano stati osservati i valori e i criteri necessari nella gestione della res pubblica.”

Petrillo denuncia come, già dal 2016, la società dovesse ricostituire il capitale sociale, rendendo altrimenti obbligatorio il suo scioglimento e liquidazione, ma nonostante questo si è assistito a una gestione negligente e antieconomica che ha portato la società verso un inevitabile fallimento.

“La volontà politica di liberarsi della società in house providing e affidare i servizi pubblici a privati,” continua Petrillo, “è una scelta politica legittima, ma doveva essere compiuta con trasparenza, accompagnando la San Giorgio Servizi verso una liquidazione volontaria e non giudiziale, evitando così un danno d’immagine enorme per la nostra comunità. Perché non si è cercato di transigere con quanto è stato chiesto da diverse unità lavorative, con i fornitori e per le rateizzazioni della debitoria fiscale e previdenziale? Prima di scegliere la via privatistica dell’affidamento dei servizi alla Sarim, si potevano lasciare alla San Giorgio Servizi per alcune annualità alcuni di essi, come i parcheggi a pagamento, che avrebbero consentito un introito di almeno 30mila euro annui e la manutenzione delle lampade votive cimiteriali con altri 24mila euro annui. Aggiungendo i beni strumentali che ben potevano essere utilizzati per una transazione. Sul ricavato dell’alienazione dei beni strumentali ci piacerebbe sapere a chi è stato eventualmente destinato l’introito, pare violando anche la par condicio creditorum. E invece si è incrementata la debitoria con un contenzioso inutile e dispendioso. Basti pensare che un solo legale ha dovuto difendere in giudizi civili, di cui si conosceva la soccombenza sin dall’inizio, con ben ventitré incarichi, con competenze legali pari a 45mila euro.”

“È mai credibile,” si chiede Petrillo, “che l’unico socio della società, il Comune di Castel San Giorgio, non si sia mai raccordato con l’amministratore della San Giorgio Servizi, soprattutto riguardo al Tfr e alle mensilità arretrate delle maestranze? Che controllo è stato fatto, quali azioni sono state poste in essere? Niente. Perché non si è cercato di transigere le posizioni o di reperire le risorse necessarie per evitare il fallimento? Ci si è celati dietro alla motivazione che una gestione pubblica non può reggere, quando in altre realtà viciniori sopravvivono questi tipi di società, come la Multiservice a Nocera Inferiore”.

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