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Il Santo del Giorno: Madonna di Montevergine

Altri Santi: Sant’ Egidio, San Giosuè, San Vincenzo, Santa Colomba, San Costanzo di Aquino, Beati Cristino (Michele) Roca Huguet e undici compagni, Santi Egidio ed Arcano da Sansepolcro, Sant’ Elpidio di Atella (S. Arpino), Beata Giuliana, Beato Pietro Rivera Rivera, San Prisco di Capua, San Sisto di Reims, San Tammaro, San Terenziano, San Vittore di Le Mans, Sant’Innocente, Sant’Eraclio

La Beata Vergine Maria di Montevergine è venerata nell’omonimo santuario a Mercogliano. E’ conosciuta anche come Mamma Schiavona e Madonna Nera. Il quadro che svetta sull’altare maggiore della basilica raffigura la Vergine Maria seduta su un trono con un braccio il Bambino Gesù. Il culto della Madonna di Montevergine non è legato ad alcuna apparizione ma alla volontà di San Guglielmo da Vercelli di dedicare la propria vita alla preghiera tramite il culto di Maria. Qui formò l’ordine monastico. La Madonna è raffigurata seduta sul trono con Gesù Bambino in braccio. Entrambi hanno l’aureola, ma solo Gesù ha ancora la corona d’oro, dono del Capitolo di San Pietro in Vaticano nel 1712, mentre quella della Madonna è stata rubata nel 1799. A completare il dipinto ci sono alcuni angeli che contornano la figura. Nel corso della sua storia, il quadro ha subito diverse modifiche in seguito a alcune opere di restauro. La prima è databile al 1661, quando vennero aggiunte alla Vergine Maria e al Bambino Gesù le due aureole. Successivamente nel 1778 furono aggiunte delle lamine dorate al trono su cui siede la Madonna. Nella notte tra il 17 e 18 maggio del 1799, la sacra immagine fu sottratta e per festeggiare il suo ritrovamento, in seguito fu ornata di larghe collane in ottone dorate che furono rimosse con il restauro del 1960, effettuato dal Laboratorio di restauro della Soprintendenza alle Gallerie e alle Opere d’Arte della Campania. Attualmente quelle collane sono esposte nel Museo dei Cimeli storici di Montevergine. L’icona conservata nella basilica dai monaci della regola benedettina è considerata una delle più miracolose e venerate del sud Italia, lo testimoniano i numerosissimi ex-voto in mostra nella Sala di San Guglielmo. Mamma Schiavona è conosciuta come “colei che tutto può e tutto perdona” perché secondo una storia risalente al 1256, due amanti omosessuali, che furono scoperti in atteggiamenti intimi, uno scandalo per l’epoca, vennero legati ad un albero destinati a morire di stenti, e furono liberati dalla Madonna che ne ebbe pietà. Attestato il miracolo la popolazione lo considerò come un segno di tolleranza soprannaturale e da allora i femminielli divennero devotissimi della Madonna di Montevergine. Per questo il 2 febbraio giorno della Candelora si tiene una processione interamente costituita da femminielli che vanno in pellegrinaggio in onore della Madonna loro amica.

Auguri a chi festeggia oggi

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