Il cadavere trovato ieri in una pozza di sangue nel proprio appartamento. Nessuna ipotesi esclusa dagli inquirenti.
Sarà l’esame autoptico disposto dagli inquirenti a derimere il caso della morte di Sergio Tia, il 42enne napoletano trovato in una pozza di sangue in casa ad Avellino. L’uomo era riverso a terra nel corridoio quando gli agenti della Squadra Mobile sono intervenuti nel suo appartamento in viale Italia, allertati dal padre che non aveva ricevuto riscontri a messaggi e telefonate. Alcune suppellettili pare siano state trovate in frantumi sul pavimento nei pressi del suo corpo insanguinato. Tutte aperte le cause del decesso che vanno dal malore improvviso, alla tragica fatalità, alla morte violenta. Il medico legale, dopo l’esame esterno del corpo, non si è pronunciato. Lo farà solo dopo l’autopsia. Nell’appartamento, ieri, c’è stato anche un sopralluogo del Procuratore capo di Avellino, facente funzione, Francesco Raffaele, e del pubblico ministero Francesco Santosuosso, a cui è stato affidato il fascicolo. Sotto sequestro l’appartamento, l’auto e gli effetti personali della vittima. Sergio Tia si era trasferito per lavoro ad Avellino. Sposato e con un figlio di cinque anni.
