Il CNSBII, CORPO NAZIONALE DELLE SENTINELLE DEI BACINI IDROGRAFICI ITALIANI, ha reso disponibile un dossier documentale sulle opere previste a Pozzello e San Bartolomeo. Riportiamo una sintesi ampia di quanto scrive lo stesso CNSBII
“Nessun consenso anticipato e nessun rifiuto formulato prima dell’istruttoria: la scelta dovrà derivare
da dati, scenari comparabili e verifiche ambientali riferite ai siti interessati.
La Regione Campania ha pubblicato il 31 luglio 2026 la procedura aperta per l’Accordo quadro quadriennale relativo al Programma strategico di riqualificazione ambientale e contrasto al rischio idraulico del bacino del fiume
Sarno. Il valore complessivo della procedura è pari a 406.990.761,29 euro ed è articolato in sette lotti. Nell’Ambito territoriale 2 sono comprese, tra le altre opere, le vasche di laminazione di Pozzello e San Bartolomeo, nel
Comune di Montoro. Le schede regionali indicano per Pozzello una superficie di 42.197 metri quadrati, un volume di 210.000 metri cubi e lavori per 37.955.587,55 euro. Per San Bartolomeo riportano 85.055 metri quadrati, 430.000 metri cubi e lavori per 49.015.967,56 euro. Gli importi delle due schede riguardano le lavorazioni indicate e non coincidono automaticamente con il costo complessivo finale delle opere, che potrà comprendere progettazione, indagini, espropri, interferenze, sicurezza, imposte e altre somme.
Perché il dossier parte da Solofra
Le vasche sono previste a valle di un sistema che inizia sui versanti di Solofra, attraversa valloni, superfici urbanizzate, reti meteoriche e fognarie, impianti di trattamento e diversi tratti del torrente Solofrana. Per questo il CNSBII ritiene insufficiente valutare soltanto il punto nel quale dovrebbero sorgere gli invasi.
La Giunta comunale di Solofra, con deliberazione n. 61 del 26 marzo 2026, ha approvato il Documento di fattibilità delle alternative progettuali per il rifacimento della rete fognaria industriale del polo conciario. La soluzione selezionata prevede circa 12,8 chilometri di nuovi collettori esclusivamente industriali, con un costo stimato di circa 9,6 milioni di euro. Il CNSBII chiede che il passaggio ai nuovi collettori comprenda anche la dismissione, la bonifica e, ove tecnicamente possibile, l’asportazione della rete industriale storica non più utilizzata. Questa è una proposta dell’organizzazione e non viene presentata come attività già prevista negli atti comunali esaminati.
Il collegamento con le vasche è diretto: prima di dimensionare un’opera di laminazione occorre conoscere quantità e qualità delle acque che raggiungeranno gli ingressi, l’effetto della separazione delle reti, il comportamento degli scolmatori, gli apporti provenienti dai versanti e le condizioni reali del sistema depurativo.
Non viene proposto un dragaggio generalizzato. Gli eventuali interventi di manutenzione, rimozione selettiva dei sedimenti o adeguamento locale dovranno essere giustificati da rilievi idraulici, topografici e ambientali. Prima della movimentazione dovranno essere definite caratterizzazione, destinazione e tracciabilità dei materiali.
La falda Solofrana-Montorese aumenta la responsabilità della valutazione
Il CNSBII ha preso parte al confronto istituzionale relativo alla contaminazione della falda Solofrana-Montorese. Questa esperienza non conduce a conclusioni automatiche sulle vasche, ma impone un livello di attenzione maggiore. Gli atti disponibili documentano il procedimento sulla falda e la contaminazione da tetracloroetilene. Non consentono, però, di affermare senza una sovrapposizione georeferenziata che i sedimi delle due opere coincidano con il plume contaminato, né che la realizzazione provocherebbe automaticamente un danno alla falda.
Proprio per questo il CNSBII chiede verifiche specifiche su terreni, piezometria, permeabilità, fondo degli invasi, qualità delle acque, possibili infiltrazioni e gestione dei sedimenti.
«Essere presenti nei procedimenti non significa approvare automaticamente un’opera. Significa portare osservazioni negli atti, chiedere i dati mancanti e verificare se le soluzioni proposte tutelino davvero Montoro e l’intero bacino della Solofrana.» Michele Buscè – Coordinatore nazionale CNSBII
La posizione del CNSBII
La posizione del CNSBII non è un sì preventivo alle vasche e non è un no pronunciato prima di disporre del progetto
completo. Se i dati dimostreranno che Pozzello e San Bartolomeo sono necessari, le opere dovranno essere motivate, dimensionate sul rischio residuo e accompagnate da condizioni precise di esercizio, manutenzione e controllo ambientale.
Se emergeranno soluzioni meno invasive, configurazioni sovradimensionate o criticità non risolte, il progetto dovrà essere adeguato. Il criterio richiesto è che la scelta finale derivi dal confronto tra scenari omogenei, dai benefici dimostrabili e dai limiti dichiarati. Nessun automatismo. La partecipazione a tavoli, conferenze o procedimenti amministrativi non equivale a un’approvazione. Serve a depositare osservazioni, acquisire atti, chiedere prescrizioni e rendere verificabile il percorso decisionale.
Partecipazione e confronto pubblico
Il dissenso e il consenso acquistano efficacia quando vengono tradotti in osservazioni protocollate, richieste di accesso, contributi tecnici e partecipazione ai procedimenti previsti dalla legge. È in queste sedi che una criticità può diventare una prescrizione, una modifica progettuale o un controllo aggiuntivo”, conclude il CNSBII.
