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“Il paradosso nucleare: chi ha la bomba predica la pace, chi non ce l’ha subisce la guerra”

1. Il grande non detto della geopolitica contemporanea

Due settimane fa circa grazie al “beneamato” Presidente Trump per poco non siamo finiti in un olocausto nucleare. Ricordate la sua frase: “Per l’Iran, il tempo scorre e sarà meglio che si muova, velocemente, o non rimarrà nulla di loro”. “Il tempo è fondamentale!” rivolto a un Paese con 90 milioni di abitantimentre gli USA stavano impiegando bombardieri strategici B‑52 e B‑1 (entrambi compatibili con armamento nucleare)

C’è una verità che nessuno nei salotti diplomatici osa pronunciare, ma che la storia recente ha scolpito con brutalità: nel mondo reale, la pace non la garantisce il diritto internazionale, ma la deterrenza nucleare.

Gli Stati che possiedono l’arma atomica non vengono invasi, non subiscono cambi di regime, non diventano teatro di “operazioni di stabilizzazione”. Gli altri sì.

È un’evidenza che imbarazza, perché smonta la narrativa ufficiale secondo cui il nucleare sarebbe solo una minaccia. La realtà è più scomoda: per alcuni Paesi è l’unico scudo che funziona davvero.

2. Corea del Nord: il regime che nessuno può toccare

Kim Jongun è il caso più lampante. Un Paese povero, isolato, sanzionato, con un’economia che in Occidente definiremmo medievale. Eppure, intoccabile.

Perché? Perché dispone di 50–70 testate nucleari e di missili in grado di colpire basi americane e città asiatiche. La sua dottrina è semplice:

“Se ci attaccate, vi colpiamo.”

Risultato: nessuno lo attacca. Nessuno ci prova nemmeno.

La bomba non gli dà prestigio. Gli dà sopravvivenza.

3. Iran: il Paese che paga per non avere ciò che altri hanno

L’Iran è l’esatto opposto. Non ha la bomba, è dentro il TNP, accetta ispezioni, firma accordi. E cosa ottiene in cambio?

• sanzioni

• sabotaggi

• attacchi mirati

• minacce di intervento

• pressioni costanti

Il messaggio implicito è devastante: rispettare le regole non ti protegge.

Il paradosso è evidente:

• chi viola il TNP e costruisce la bomba diventa intoccabile

• chi rispetta il TNP viene punito se si avvicina troppo alla soglia nucleare

È un doppio standard che mina la credibilità dell’intero sistema internazionale.

4. La deterrenza come “pace armata”: la tesi che nessuno vuole discutere

La storia recente dimostra che due potenze nucleari non si attaccano mai direttamente. USA–URSS non lo fecero. India–Pakistan non lo fanno. Corea del Nord–USA non lo faranno.

La deterrenza non è un ideale. È un meccanismo psicologico:

“Se colpisco, muoio anch’io.”

È brutale, ma funziona. E molti Paesi lo hanno capito.

5. Chi decide chi può avere la bomba?

E qui arriviamo al punto più scomodo. Chi stabilisce che:

• gli USA possono averla

• la Francia può averla

• il Regno Unito può averla

• Israele può averla

• l’India può averla

• la Corea del Nord può averla (di fatto)

…ma l’Iran no?

Non è una questione morale. Non è una questione di sicurezza globale. È una questione di potere.

Il mondo nucleare non è un sistema di regole: è un club chiuso, dove chi è dentro decide chi resta fuori.

Dunque quale dovrebbe essere la tesi finale? la sicurezza non può essere un privilegio

Se la deterrenza nucleare è ciò che impedisce le guerre tra grandi potenze, allora è inevitabile che molti Stati si chiedano:

“Perché la sicurezza deve essere un privilegio riservato a pochi?”

Non si tratta di auspicare la proliferazione. Si tratta di riconoscere un fatto: la pace, oggi, è garantita solo a chi può difendersi da solo.

Il dibattito sul nucleare è ipocrita perché parte da una premessa falsa: che il mondo sia governato da regole condivise ma non è così secondo me perché è governato da rapporti di forza.

E finché la bomba sarà l’unico strumento che garantisce l’immunità strategica, molti Stati continueranno a considerarla non una minaccia, ma una necessità e allora fino a quando il mondo rimarrà diviso tra chi può avere la bomba e chi non può, la tensione non diminuirà. Perché nessun Paese accetterà per sempre di vivere in un sistema dove la sua sicurezza dipende dalla buona volontà di altri.

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