Lo studio della Federico II. La Regione chiama le Asl
“Per la provincia di Avellino il fenomeno risulta concentrato nel comune di Montoro “e presenta profili di particolare sensibilità per il coinvolgimento della rete idrica, di pozzi, filtri, serbatoi e partitori; i superamenti emergono nel corso del 2025, con valori ripetuti superiori ai limiti“, è questo quanto si legge nella relazione.
La Regione Campania, attraverso la Direzione Generale della Sanità, ha chiesto alle Asl di attivare con urgenza “verifiche integrate sanitarie, ambientali, veterinarie e di filiera, ai fini della valutazione del rischio ambiente-salute in seguito a superamenti delle concentrazioni soglia di contaminazione (Csc) per tricloroetilene (Tce), classificato come cancerogeno e associato al tumore del rene, del fegato e al linfoma non-Hodgkin, e di tetracloroetilene (Pce), ritenuto invece come probabile cancerogeno, nelle acque sotterranee dei territori delle province di Caserta, Napoli, Avellino e Salerno”. La nota nasce a seguito di un approfondito studio dell’Università Federico II di Napoli, da cui emerge il superamento dei limiti di legge per sostanze pericolose come il Tce e il Pce nelle acque sotterranee di molti siti ubicati in tutte le cinque province campane. Ed è lo stesso ateneo a chiedere di “intraprendere azioni immediate di sanità pubblica” nelle aree interessate. I problemi maggiori nel casertano ad iniziare dal comune di Villa Literno, dove il superamento è stato riscontrato numerose volte tra il 2023 e il maggio 2025, e ha riguardato “non solo pozzi privati, ma anche siti pubblici quali ufficio anagrafe, stadio comunale, cimitero, scuola Don Lorenzo Milani e comando Carabinieri”. Problemi anche ad Aversa, Casal di Principe, Casapesenna, Castel Volturno e Succivo. Tra le zone critiche c’è come detto Montoro dove “i superamenti emergono nel corso del 2025, con valori ripetuti superiori ai limiti”.
Nel Salernitano invece i superamenti risultano nei comuni di Scafati, Angri e Sarno.
