Ospitiamo con piacere questo articolo di Giulia Faggiano basato sulla sua tesi triennale in sociologia politica, realizzata presso l’Università degli Studi di Salerno e incentrata sul caso Montoro.
Studiare la partecipazione politica, è fondamentale per comprenderne l’evoluzione nel tempo, poiché rappresenta un elemento essenziale della qualità democratica di un Paese. Oggi, la partecipazione al voto è in calo e l’astensionismo elettorale è divenuto un fenomeno di rilevanza oggettiva. Nel dibattito sul calo della partecipazione elettorale, le istituzioni sono spesso viste come un fattore chiave. Possono incentivare o scoraggiare il coinvolgimento dei cittadini, a seconda se funzionino bene o male. In quest’ottica sono stati analizzati alcuni casi di innovazione istituzionale; uno di questi è il caso di Montoro, in cui ne osserveremo le dinamiche istituzionali e partecipative legate alla politica.
Montoro, Dieci Anni Dopo: Le Promesse Mancate della Fusione Istituzionale
Uno studio approfondito sul primo e unico caso di fusione comunale in Campania rivela come l’innovazione istituzionale non si traduca automaticamente in maggiore partecipazione politica ed efficienza. Anzi, vecchie divisioni e nuove criticità gestionali mettono in discussione i benefici dell’unione.
Approccio metodologico
Per valutare l’effettivo impatto delle variabili istituzionali, ci si è proposti di sviluppare un doppio livello di analisi: da un lato l’influenza dei fattori socioeconomici è stata valutata attraverso dati di contesto attraverso l’utilizzo di fonti documentarie e dati elettorali e dall’altro lo studio di caso ha permesso di indagare il funzionamento delle istituzioni locali attraverso interviste a testimoni esperti, ovvero giornalisti, ex politici e membri di associazioni locali che ci hanno dato un quadro informativo della situazione di Montoro e a testimoni privilegiati ovvero politici dell’attuale amministrazione.
Montoro e la Fusione
Montoro, in provincia di Avellino, è un comune formato da quindici frazioni. Originariamente centro agricolo, è diventato un polo commerciale. La vocazione produttiva è quella della logistica per la presenza dell’azienda Torello. Ultimamente è stato episodio di inquinamento acquifero, che ha trascinato la cittadina nel caos. Osserviamo, inoltre, un calo demografico e un forte invecchiamento della popolazione.

La fusione del 2013, unico caso in Campania, ha rappresentato una riunificazione storica e amministrativa. Infatti, in origine, nel 1800, era unito. La fusione è stata approvata dal 77,41% dei votanti, rendendo Montoro il terzo comune più popoloso dell’Irpinia.

Partecipazione Elettorale: Un Coinvolgimento Locale che Resiste, Ma Non Cresce
L’analisi dei dati elettorali, presi da Eligendo, attraverso una nostra elaborazione, negli ultimi vent’anni mostra un quadro complesso. Sebbene a Montoro la partecipazione, soprattutto per le elezioni amministrative, si mantenga più alta rispetto alle medie provinciali, regionali e nazionali, l’unione non ha generato l’effetto sperato. Anzi, si osserva un modesto calo anche nelle tornate locali post-fusione.







Il vero motore del voto a Montoro non sembra essere il progetto politico, ma un radicato frazionismo: un forte attaccamento alle singole frazioni che compongono il Comune. Molti intervistati hanno espresso il bisogno di un riammagliamento, ovvero di ricucire urbanisticamente le frazioni. Le elezioni, come emerso dalle interviste, sono guidate più sulla base della provenienza territoriale del candidato sindaco che sul suo programma. Questa logica favorisce la nascita di liste civiche trasversali, create per garantire una rappresentanza equilibrata dei territori, e per accaparrare consensi elettorali, che alimenta dinamiche clientelari che, secondo molti, portano alla percezione di una bassa qualità della classe dirigente.

Un’Istituzione Carente: Tra Predissesto e Servizi Inadeguati
A oltre dieci anni dalla fusione, l’unione appare più formale che sostanziale. Le testimonianze raccolte sul campo disegnano un quadro di significative criticità gestionali.
• Problemi Finanziari: L’amministrazione ha dichiarato uno stato di predissesto, indicando uno squilibrio strutturale nei conti. Questa condizione però non è stata riconosciuta dalla Corte dei conti e quindi si dibatte attualmente se sia veritiera o meno.
• Tale condizione è in parte attribuita, dagli intervistati, a un uso non strategico dei fondi statali per la fusione, impiegati per spese correnti anziché per investimenti a lungo termine. Da questo dipende, quindi, la mancata attuazione del PUC (Piano Urbanistico Comunale). L’analisi dei dati però ha portato in parte a smentire queste affermazioni. Dall’analisi del rapporto di coesistenza tra le spese per investimenti e le spese correnti emerge che, per ogni cento euro di spese correnti, si registra un progressivo aumento degli euro destinati agli investimenti. Questo indica che la capacità d’investimento del Comune di Montoro è cresciuta nel corso degli anni. Inoltre, esaminando il rapporto di composizione tra le spese di personale e le spese correnti, si nota come la diminuzione del numero di addetti non abbia comportato una riduzione proporzionale della spesa per il personale. Questo fenomeno potrebbe essere attribuito al ricorso da parte del Comune a lavoro somministrato.
• Servizi Pubblici Carenti: La mancanza di un sistema di trasporto pubblico efficiente tra le quindici frazioni del comune non solo crea disagi, ma accentua l’isolamento e il frazionismo, ostacolando la creazione di una comunità unita. Anche i servizi socio assistenziale sono percepiti come insufficienti per rispondere ai bisogni di un tessuto sociale fragile.
• Comunicazione a Senso Unico: La comunicazione istituzionale avviene quasi esclusivamente tramite canali digitali come il sito web e Facebook. Sebbene efficaci, questi strumenti escludono di fatto le fasce di popolazione meno digitalizzate, come gli anziani, limitandone l’accesso all’informazione e la partecipazione civica.
• Sicurezza: Da un lato, la sicurezza civile è compromessa da episodi ricorrenti di microcriminalità, come furti nelle abitazioni e attività di spaccio di sostanze stupefacenti. Dall’altro, risente della carenza di risorse umane, in particolare della mancanza di agenti della polizia locale.
Il Difficile Cammino di Giovani e Donne
L’analisi dell’inclusività delle istituzioni rivela un quadro non definito.
I giovani appaiono profondamente disconnessi dalla vita istituzionale. Il Forum dei Giovani, ad esempio, pur presente sul territorio e attivo in termini di festività e rapporti con le APS e con le parrocchie, non si rapporta alla politica e non dialoga con l’amministrazione. Emerge una generazione sfiduciata verso istituzioni percepite come distanti, priva di punti di riferimento e segnata da un profondo senso di solitudine.
Per quanto riguarda le donne, sebbene la loro presenza in politica sia leggermente aumentata dopo la fusione, persistono forti barriere culturali. Dalle interviste sono emersi stereotipi radicati, come l’idea che le consigliere siano “eterodirette” o inserite nelle liste solo per rispettare le quote rosa. È particolarmente significativa la testimonianza di una consigliera, la quale racconta di essersi spesso sentita esclusa dai colleghi uomini, notando come le sue idee e i suoi progetti non venissero sempre presi sul serio. Aggiunge di aver dovuto, per lungo tempo, sostenere una sorta di “doppio lavoro”: non solo quello istituzionale, come consigliera, ma anche quello implicito legato al dover continuamente affermare il proprio ruolo in quanto donna.
Conclusione
Alla luce dell’analisi condotta, possiamo dire che il processo di fusione, pur avendo rappresentato un passo importante, non ha ancora portato a miglioramenti concreti né a livello strutturale né in termini di partecipazione. Tuttavia, il processo di fusione sembra essere sulla buona strada, grazie anche alle nuove generazioni, le quali nati e cresciuti in una Montoro già unita, potranno essere promotori un processo di unificazione reale.
Giulia Faggiano
