EnogastronomiaNEWSVino

Un giro di cantine in una cantina!

Raccontare un viaggio, ovvero il lungo percorso di un calice dei nostri pregiati vini irpini e sempre un’esperienza emozionante ma, vi è solo una cantina in Irpinia che offre un wine tasting tour dei vini della sua terra amata: Traerte -Vadiaperti.

Metti che un pomeriggio sei invitata ad assaggiare dei vini in una cantina, cosa ti aspetti? Bere i vini o meglio le etichette in produzione dell’azienda in questione. Questo vale, ovviamente in tutte le cantine del mondo che siano Maison blasonate, Château o Vin de garage ma no se l’invito arriva dal vigneron e Professor Raffaele Troisi. La famiglia Troisi ha fatto della cultura del vino uno dei capisaldi del proprio lavoro e questo impegno è stato riconosciuto con l’assegnazione di vari premi importanti proprio con il lavoro e dedizione di Raffaele Troisi. Ma credo che gli sia dovuto, si ripeto dovuto, quale? Premio dell’Accoglienza. È il caso di dirlo se non a lui a chi? Un’azienda vinicola con il più elevato e qualificato livello d’accoglienza fra le pur eccellenti cantine dell’Irpinia.

Wine tasting tour – Vadiaperti

Prima di entrare nel vivo di questo pomeriggio inebriante a Vadiaperti e dovuto e necessario dirvi che ci troviamo in Montefredane un piccolo comune non molto distante dal centro Città (Avellino). Indovinate come si chiama la via, facilissima: contrada Vadiaperti, come dire, nulla è a caso. Giunta al cancello verde, dopo aver percorso questa stradina impervia ma con grande fascino e suggestione che da sempre l’Irpinia regala ai suoi estimatori, di li a poco scorrendo mi fa spazio per entrare e vivere questa full immersion.

Accolta da Raffaele, patron della cantina, mi fa strada e mi invita ad entrare per iniziare. In tutta onestà mi aspettavo di degustare uno dei suoi ultimi gioielli a cui sono molto affezionata: “Torama” 2022. Vino pluripremiato e oggi reso noto ai più dopo la trasmissione su RaiUno con la Clerici. Ma non è stato così, conoscendolo non poteva essere diversamente. Entro è trovo altri amici, che erano lì per lo stesso motivo: appassionati ed esperti. Organizzata quale blind tasting è iniziato il tour per le cantine dell’Irpinia. La straordinarietà dell’incontro e soprattutto del vigneron Troisi è, che non si e limitato a far degustare etichette d’annata ma, e sottolineo ma etichette blasonate e con millesimi importanti.

Sequenza degustazione

Ben quattro le aziende coinvolte il cui comun denominatore era il vitigno in questo caso, il Greco di Tufo Docg. La sequenza è stata: Greco di Tufo Rafilù Riserva 2019 della Cantina Bambinuto che la Vigneron Marilena ha dedicato a suo padre che insieme hanno condiviso l’amore per il vino e insieme hanno ottenuto traguardi importanti. Di questo millesimo sono state prodotte solo 3500 bottiglie. A seguire una cantina storica Benito Ferrara di cui oggi alla guida c’è la mitica Gabriella, e abbiamo degustato il suo Cru “Villa Cicogna 2017” armonico, complesso e contraddistinto da quel suo tipico e affascinante retrogusto di mandorla che ti lascia sospeso… Arriva “Torrefavale 2015” di Angelo Muto altra chicca di un piccolissimo vigneto a mo’ di macchia pochissime bottiglie. Concludiamo e si fa per dire con “Contrada Marotta 2010” che ovviamente l’espressione dell’annata e della sapiente interpretazione enologica del Greco di Tufo.

Ovviamente a Raffaele Troisi e toccato sottoporsi al confronto con i suoi colleghi. Molto riluttante in verità perché lui è rispettoso del lavoro di tutti che concorrono per uno stesso fine o almeno lo si spera. E quindi ci ha fatto penare per poi giungere alla degustazione dei suoi Cru dei rispettivi vitigni Fiano, Greco, Coda Di Volpe, Falanghina e Aglianico annate non ancora in commercio e qualche blasone per pochi come Greco di Tufo 1995.

I suoi vini hanno un i imprinting genomico che non dispiace affatto ma, il mio onnipotente ma, nell’approcciare al “Tornante” una scossa emozionale, unico nel suo genere e categoria. Un’espressione di territorio ben distinta e uno stile inconfondibile, appunto di Raffaele Troisi.

A tu per tu col vigneron Troisi

Non potevo lasciare senza una domanda scontata. Perché nella tua azienda proponi vini dei tuoi competitor? – “Beh! Comesaprai quest’anno più di altri di vino ne ho fatto poco e quindi preferisco preservarlo per me.” – Esordisce sorridendo ed aggiunge: – “Iniziamo col dire che per me non sono competitor ma amici. Poi io credo che l’unione sia la vera forza di un territorio. A me interessa promuovere le denominazioni dell’Irpinia e come se non offrendo un quadro più ampio? Inoltre a me piace bere altri vini perché è come leggere un buon libro, acquisisci conoscenze e il vino è soprattutto conoscenza, esperienza e cultura. 

Articoli correlati

Ciampi: fermate lo spacchettamento di Irpiniambiente

Redazione Inveritas

NOSTRO SERVIZIO: Sarno 25 anni dopo la frana. Nel giorno della memoria, la Protezione Civile Regionale testa il moderno sistema di intervento

Pietro Montone

Solofra: Scommesse on line nel circolo privato, i Carabinieri denunciano tre persone

Redazione Inveritas

Utilizziamo i cookie per una esperienza ottimale di utilizzo. Accetta Leggi tutto

error: Contenuto protetto.